Bernardini, torna Tv Talk e parte dallo stile di Meloni

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  • La politica e la tv hanno stretto “un patto quasi diabolico” e l’ultima campagna elettorale ha confermato la centralità del piccolo schermo nelle scelte degli italiani. Il racconto di quello che accade in televisione è, in sostanza, un racconto del Paese. Questo, secondo il conduttore Massimo Bernardini, il segreto di Tv Talk che torna da domani ogni sabato su Rai3 per la 18/a edizione, dopo il buon riscontro di pubblico della passata stagione. Primi due appuntamenti in onda alle 15.20, per poi tornare al consueto orario delle 15.00. Ospiti della prima puntata Riccardo Bocca, Giuseppe Brindisi, Manila Gorio, Barbara Gallavotti, Marta Cagnola, Maria Volpe, Giorgio Simonelli e in collegamento Bruno Vespa, Roberta Petrelluzzi, Gabriele Corsi. “Nella prima puntata – racconta Bernardini in un’intervista all’ANSA – faremo un bilancio della campagna elettorale in tv. Ragioneremo con Bruno Vespa, che ha raccontato il post voto su Rai1, con Giuseppe Brindisi che è andato tutta l’estate in onda su Retequattro e con Manila Goria, conduttrice di un talk su Antenna Sud, che ci può aiutare a capire meglio lo stile comunicativo di Giuseppe Conte”. Focus ovviamente anche sulla premier in pectore.
    “Parleremo dei tre stili comunicativi di Giorgia Meloni: quello televisivo, quello della piazza e quello dei social – fa sapere il conduttore di Tv Talk -, e vedremo se sta per arrivare il quarto, quello da premier”. “In questi giorni colpisce il suo silenzio – argomenta -, è l’assenza che è interessante. Tutti si aspettavano che apparisse da Vespa, invece si sottrae. Lo considero un buon segno, vuol dire che sta prendendo sul serio il compito che l’aspetta. E’ una strategia interessante e imprevista”. Nella prima puntata anche il ricordo di Piero Angela. “Un maestro oltre che un amico di Tv Talk – sottolinea Bernardini -. Lo ricorderemo insieme a Barbara Galavotti”.
    Attenzione anche al documentario su Wanna Marchi lanciato su Netflix, che racconta “l’altro lato della tv, quello delle televendite”. A parlarne Roberta Petrelluzzi, che mandò in onda il processo alla teleimbonitrice ad Un giorno in pretura. Sarà una stagione intensa per la Rai, che si trova ad affrontare da un lato le modifiche organizzative dettate dal piano industriale e dall’altro gli inevitabili scossoni dovuti al cambio di governo. “Il primo cambiamento che stiamo vivendo non è quello delle urne, ma è quello dell’organizzazione passata da verticale a orizzontale – sostiene -. E’ una vera rivoluzione e stiamo cercando di capire cosa cambierà nel lavoro quotidiano”. Quanto al secondo tema, Bernardini sottolinea che la sua squadra ha “la grande fortuna di lavorare a Milano, dove le fibrillazioni e le angosce che avvolgono i palazzi romani a ogni cambiamento politico arrivano attenuate”. “La Rai – avverte -, da 10 anni a questa parte, vive una rotazione accelerata di quadri e dirigenti che crea molte difficoltà. E’ un problema, prima di tutto, dal punto di vista manageriale”. Quanto alle novità della stagione appena iniziata, Bernardini preferisce non sbilanciarsi. “Non entriamo subito nel merito dei programmi – afferma -. La Rai è l’unica emittente che ha deciso di sperimentare, riempendo Rai2 di programmi nuovi. E’ presto però per giudicare, dobbiamo dare tempo ai programmi di affermarsi, non tagliare subito le gambe a ogni novità”. Attenzione, ovviamente, anche al mondo dei social. “Ormai c’è un’interazione pazzesca tra le diverse piattaforme – sottolinea il conduttore -. I leader politici vanno in tv la sera e contemporaneamente bombardano i social con i loro messaggi. Verificheremo nel corso della trasmissione se, dopo la fiammata in cui tutti sono andati su TikTok, la loro presenza su quella piattaforma continuerà”.


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