Beyoncé canta e mostra volti dell’identità black

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  • La parole di Mufasa, da Il re Leone, in apertura, ci ricordano, sulle immagini di un cesto chiuso trasportato da un fiume, che “siamo tutti connessi nel grande circolo della vita”, arrivando a Beyoncé, vestita di bianco sulla riva. Si apre così Black is king, il visual album disponibile dal 31 luglio su Disney + che dipinge l’orgoglio dell’identità black, fra immagini, simboli e suggestioni. Lo fa rivisitando i brani di The Lion King: The gift, il concept album pubblicato l’anno scorso dalla popstar, in occasione all’uscita nelle sale della versione live action di The lion King, nella quale Beyoncé aveva donato la voce alla lionessa Nala.
    La cantante e attrice che è anche regista del visual album (fusione tra musica e immagini amata, più volte sperimentata dall’artista, e sublimata in Lemonade del 2016) con il supporto del coregista Kwasi Fordjour e di Emmanuel Adjei, Blitz Bazawule, Pierre Debusschere, Jenn Nkiru, Ibra Ake e Dikayl Rimmasch, ci guida in un percorso poetico, elegante, intenso, estetizzante, sovraccarico di colori e segni, dall’arte tribale al cinema, dalla danza alla moda (c’è tra i fashion designer anche Valentino, con un look ideato per lei dal Creative Director Pierpaolo Piccioli). Una full immersion nella ricchezza della cultura africana e afroamericana tra scenari naturali (e non) mozzafiato, dal deserto al Grand Canyon, scandita brani dell’album (del quale esce, in contemporanea al debutto su Disney+ la Deluxe Edition con Sony), più qualche sorpresa. Fra i coautori e cointerpreti con Beyoncé il marito Jay-Z, Pharrell Williams, Kendrick Lamar, Tierra Whack, Jessie Reyez, Tekno, Yemi Alade, Busiswa, Salatiel, Wizkid, Shatta Wale. Un viaggio mai tanto d’attualità viste le proteste del movimento Black lives matter, che vede da anni Beyoncé in prima fila, attraverso le sue canzoni e performance, non avendo paura di suscitare polemiche. Come durante la sua performance nel 2016 nell’intervallo del Superbowl con la coreografia, ispirata alle Black Panther, per Formation, brano che faceva apertamente riferimento nel video alla violenza della polizia contro gli afroamericani.
    ‘Black is king’ nato da un anno di lavoro e riprese in giro per il mondo, da New York a Los Angeles, al Sud Africa, all’Africa Occidentale, da Londra al Belgio, re-immagina i temi de Il Re Leone “per accompagnare le giovani regine e i giovani re di oggi nel viaggio personale alla ricerca della propria corona”. Non mancano le guest star, dalla famiglia, con Jay-Z la figlia di 8 anni Blue Ivy (che appare, fra le altre, in Bigger e Find you way back), la madre Tina Knowles-Lawson, Lupita Nyong’o, la cugina e componente con lei delle Destiny’s Child, Kelly Rowland, Pharrell Williams, la top model Naomi Campbell, e le modelle Aweng Ade-Chuol e Adut Akech.
    Nero “è il colore della pelle dei miei veri amori – recita Beyoncé nel prologo al primo brano, Bigger, portando in braccio un neonato, mentre cammina sulla spiaggia -. Sei benvenuto nel tornare a casa verso te stesso, fai sì che nero sia sinonimo di gloria” Entra poi nei versi della canzone: “Se ti credi insignificante, ripensaci … sei parte di qualcosa molto più grande…più grande dell’immagine che vogliono mostrarci”. Di brano in brano, fra gli altri, Find Your Way Back”, “Don’t Jealous Me”, “JA Ara E”, “Nile”, “Mood 4 Eva”, “Water”, “brown Skin Girl”, “Keys To The Kingdom”, “Already”, “Otherside”, “My Power”, “Scar”, assistiamo all’infanzia e alla crescita di un ideale ‘futuro re’, nella cui storia ritroviamo (punteggiato da alcune battute del film) il racconto di formazione di Simba. E al figlio di tre anni Sir (nato nel 2017 con la gemella Rumi che ha anche un cameo nel visual album), Beyoncé dedica Black is king, “insieme a tutti i nostri figli e figlie – ha scritto – il sole e la luna si inchinano per voi. Siete la chiave per il regno”. (ANSA).


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