Bizzarri, via da Palazzo Ducale perché ho dato fastidio

GENOVA – “Ho conosciuto un mondo che non conoscevo, in cui la mia presenza ha dato spesso fastidio perché ero uno dei pochi che non avesse nulla da guadagnare, da nessun punto di vista, sia economico che narcisistico. Palazzo Ducale è una struttura complessa, delicata, e ci tengo a ringraziare ogni lavoratore, ogni manutentore, ogni dirigente e ogni collaboratore”. Lo ha detto Luca Bizzarri nel giorno in cui ha lasciato la presidenza di Palazzo Ducale, il principale ente culturale di Genova e della Liguria: al suo posto nel ruolo di presidente arriva Beppe Costa, già presidente e amministratore delegato della società Costa Edutainment che gestisce tra le altre cose l’Acquario e il Museo del Mare.

“Il sindaco ha tenuto a ringraziarmi per il lavoro svolto e io ricambio il ringraziamento per l’opportunità che mi è stata data da lui, da Giovanni Toti ma soprattutto da chi mi ha davvero voluto lì: Ilaria Cavo. Grazie davvero, Ilaria, e in bocca al lupo” ha scritto Bizzarri in un post. “Spero che il nuovo Cda potrà lavorare al massimo per la città, così come spero sia tenuta in grande considerazione la persona che ha contribuito più di tutti, e a volte contro molti, alla rinascita del Palazzo: Serena Bertolucci. Una professionista vera, seria e preparata in un ambito e in una città dove troppe volte con la scusa della cultura si soddisfano ambizioni personali o, peggio, si fanno affari”.

Pochi giorni fa il sindaco Bucci non aveva escluso una sua possibile conferma, per Bizzarri si chiude un mandato durato cinque anni. “Finisco il mio lavoro con la certezza di aver dato il massimo, di aver fatto qualche errore e di essermi tolto più di una soddisfazione. C’è una nuova sala teatrale che senza sto rompicoglioni sarebbe rimasta una discarica, c’è un progetto avviato perché la Torre Grimaldina un giorno sia aperta e visitabile. Viva la nostra meravigliosa città, viva Palazzo Ducale e viva chi da domani farà di tutto per farlo crescere ancora di più”.

“Bizzarri deve accettare che siamo tutti pro tempore, lo è il sindaco, lo sono i consiglieri del cda, lo è il presidente della Regione e lo è il presidente della Repubblica, non ho letto cosa ha scritto Bizzarri, ma con lui abbiamo parlato e ci siamo lasciati ottimamente, anzi, gli ho fatto i complimenti per alcune cose che ha fatto”, ha replicato Marco Bucci, sindaco di Genova. Sull’accusa che in città “troppe volte con la scusa della cultura si soddisfano ambizioni personali o, peggio, si fanno affari” anche il commento del governatore Giovanni Toti: “Io credo che sia difficile fare cultura in generale, ma sono anche sempre stato antitremontiano in questo senso, perché non solo penso che con la cultura si mangi eccome, ma può costituire un valore economico per il Paese – ha sottolineato – però la cultura che vive sull’Olimpo dei puri e guarda tutti dall’alto in basso senza tenere conto della sostenibilità di bilancio credo che sia sbagliata, anche la storia ce lo dice, i ritratti di Rubens che oggi possiamo ammirare al Ducale esistono perché c’è stato in passato qualche Spinola che gliel’ha commissionati”.

Anche Beppe Costa ha parlato di sostenibilità: “La sostenibilità, che sia ambientale o economica, è sempre ciò che deve regolare le cose, detto ciò in cultura non tutto si riduce a un discorso di costi e ricavi, io stesso mi occupo di cultura da tantissimi anni e, a casa, soldi non ne ho mai portati perché li ho sempre reinvestiti”.


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