Blitz Pd nel carcere del killer Salvini: ‘Incontrano criminali’

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Scalfarotto ha incontrato i due americani per “sincerarsi delle loro condizioni”. E si apre lo scontro con il Carroccio

Sul caso del carabiniere ucciso con 11 coletallate per strada a Roma si apre un nuovo fronte di scontro politico.

Da una parte il dem Ivan Scalfarotto, dall’altro Matteo Salvini. Il parlamentare dei dem si è recato nel carcere di Regina Coeli per incontrare i due americani coinvolti nel delitto di Mario Cerciello Rega. La visita di Scalfarotto però sarebbe dovuta ad un altro caso che ha infiammato le ore successive all’omicidio: la foto che ritrae uno dei due arrestati con una benda sugli occhi e ammanettato nella caserma dei carabinieri. A quanto pare Saclfarotto, come racconta la La Stampa, si sarebbe recato nel carcere romano per “sincerarsi delle condizioni” dei due ragazzi. Una scelta, quella di Scalfarotto che non è passata inosservata e che ha scatenato la reazione di Matteo Salvini che con un tweet di fuoco mette nel mirino il Pd: “Il Pd va in carcere a verificare che il criminale americano non sia stato maltrattato…Non ho parole!!! #MarioCercielloRega #Carabinereucciso“, scrive il titolare del Viminale in un tweet. Ed era stato lo stesso Scalfarotto, sempre sui social, a parlare della sua visita in carcere ai due detenuti: “Ieri sono andato a verificare le condizioni dei due imputati per il terribile omicidio del carabniere Cerciello Rega“.

Per la cronaca, proprio il ragazzo bendato alle domande di Scalfarotto ha risposto così: “Va tutto bene, il peggio è passato“. Scalfarotto dopo al sua “ispezione” ha affermato che i due detenuti “sono trattati con professionalità e in maniera umana“. Circostanza questa confermata anche dal padre del presunto killer, Elder Lee: “Io e mia moglie, dopo aver visto la foto di Hjorth bendato, abbiamo temuto per la sorte di nostro figlio. Ma siamo stati rassicurati sul fatto che non ha subito alcun maltrattamento“. E proprio il padre di Elder è atterrato in mattinata all’aeroporto di Fiumicino a Roma. Poi il lungo tragitto verso il carcere dove ha chiesto di poter incontrare suo figlio. Intanto sul fronte delle indagine arriva la mossa della difesa del presunto assassino, l’avvocato Renato Borzone che ha messo in dubbio la ricostruzione fornita dall’accusa su quanto accaduto: “Riteniamo che questo processo debba essere celebrato in tribunale e non sulla stampa. Abbiamo assunto la difesa da 12 ore e stiamo cercando di ricostruire tutti i passaggi di una vicenda che presenta ancora aspetti poco chiari. In particolare mi riferisco alla dinamica dei fatti nella loro fase finale: non mi risulta che la colluttazione sia avvenuta nei termini rappresentati dalle fonti investigative“. Il Giornale.it

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