Ex parlamentare socialista e docente universitario, e’ mancato all’eta’ di 68 anni Franco Piro. E Bologna lo ricorda come una “figura di primo piano della vita politica” negli anni ’70 e ’80 sotto le Due torri e nel panorama nazionale, per usare le parole di Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa. “Una persona che ci manchera’”, dice il sindaco Virginio Merola esprimendo il “piu’ sentito cordoglio” per la morte di Piro di cui ricorda una “vita politica appassionata” spesa “per far diventare realta’ leggi importanti come la 104 del 1992 per l’assistenza,l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili. E’ stato un uomo politico capace di grandi scelte e anche di alte polemiche”. Franco Piro, lo ricorda invece il presidente della Regione Stefano Bonaccini, “univa all’impegno politico quello sociale, entrambi portati avanti con il rigore dello studioso e con l’approccio dell’uomo immerso nella quotidianita’ e nella realta’”. E’ stato una “presenza appassionata nel panorama civile e politico nazionale e locale, soprattutto negli anni ’80 e ’90”. Lo ricorda “con commozione” anche Pier Ferdinando Casini, presidente della commissioni Esteri del Senato, per anni collega di Piro in Parlamento: un “uomo di rara intelligenza e di grande cultura. È stato un appassionato socialista, un docente carismatico, una persona capace di alternare dolci espressioni di amicizia a feroci polemiche e un uomo che ha tanto sofferto per la sua particolare condizione fisica. Spero che Bologna, citta’ che lo ha adottato tanti anni fa, lo ricordi come merita”. I socialisti di Bologna e dell’Emilia-Romagna del Psi hanno perso con Piro “un amico e un compagno, al quale si deve grande riconoscenza per il suo apporto culturale, per la sua partecipazione, per la sua insigne capacita’ di analizzare con precisione i momenti anche piu’ complessi delle vicende politiche ed economiche dell’Italia e dell’Europa”. E dire, ricorda invece Rino Maenza, che la Federazione socialista non lo volle tra le sue fila: “Venne da me, un giorno, e lo vidi triste; gli chiesi il perche’ e mi rispose che gli era stata negata l’iscrizione al partito. Fui io, allora, in qualita’ di segretario dei giovani socialisti a fargli avere la tessera”. Ne segui’ una carriera nelle amministrazioni locali e parlamentare, “come esponente di un ideale socialista pragmatico e nel contempo creativo, in primo luogo attento alle necessita’ di valorizzare le condizioni delle categorie sociali piu’ disagiate”, dice il Psi oggi. “Ha fatto tanto per il benessere delle persone disabili, cambiando le condizioni di vita, in meglio per tante famiglie”, aggiunge Maenza. Stefania Covello, esponente della segreteria nazionale Pd lo ricorda come “uno di quegli intellettuali di cui non puoi a volte condividerne le argomentazioni ma di cui al tempo stesso non puoi non apprezzarne originalita’ e passione. Il suo amore per la politica e lo studio, il suo impegno civico, la sua combattivita’ per i diritti civili, il suo coniugare cosentinita’ e bolognesita’, ne hanno fatto un indiscusso punto di riferimento”.
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