Nonostante la battuta d’arresto arrivata ieri dal Tribunale Amministrativo Regionale, il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha chiarito che il progetto “Città 30” non verrà accantonato. Il primo cittadino ha ribadito con fermezza la volontà dell’amministrazione di proseguire sulla strada della ridefinizione della mobilità urbana, nonostante l’annullamento formale del provvedimento deciso dai giudici.
La risposta del Comune: “Solo questioni burocratiche”
Commentando la sentenza, Lepore ha minimizzato la portata dello stop, interpretando le obiezioni sollevate dal Tar come questioni di natura prettamente burocratica relative alla forma degli atti amministrativi. Il sindaco ha assicurato che il Comune è pronto a rispondere a tali rilievi tecnici, ma ha voluto evidenziare un aspetto che ritiene cruciale: secondo la sua lettura, il tribunale avrebbe comunque confermato la legittimità della funzione pianificatoria dell’ente locale nella gestione e nell’imposizione dei limiti di velocità sul territorio.
L’impegno con le vittime della strada
La decisione di andare avanti, ha spiegato il primo cittadino, non è solo amministrativa ma etica. Lepore ha ricordato come la richiesta di misure più stringenti arrivi direttamente dai familiari delle vittime della strada, ribadendo la vicinanza dell’amministrazione al loro dolore. L’obiettivo primario resta invariato: salvare vite umane, prevenire i sinistri e ridurne la gravità. Un traguardo che, secondo il sindaco, è stato dimostrato essere raggiungibile grazie ai dati raccolti durante i due anni di applicazione del limite ai 30 chilometri orari.
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