L’industria manifatturiera italiana affronta il 2026 con moderata fiducia, ma oltre la metà delle imprese è preoccupata per l’impatto dei dazi e giudica insufficienti le nuove misure della Legge di Bilancio. È quanto emerge dall’Osservatorio MECSPE realizzato da Nomisma e presentato oggi in occasione dell’apertura della 24esima edizione di MECSPE, la fiera di riferimento per il manifatturiero e le innovazioni per l’industria, organizzata da Senaf e in corso fino al 6 marzo a BolognaFiere.
Secondo i dati dell’Osservatorio relativi al terzo quadrimestre 2025, condotto su un campione di 391 aziende manifatturiere italiane di cui 123 dell’Emilia-Romagna, quasi 3 imprese su 4 dichiarano che l’andamento della propria azienda è coerente con gli obiettivi prefissati per l’anno. Il livello di soddisfazione generale rimane buono, con circa il 30% che esprime una soddisfazione alta o molto alta, dimostrando la resilienza e la capacità delle imprese di mantenere nel tempo risultati in linea con le attese.
Malgrado le incertezze legate all’impatto dei dazi, che preoccupa il 53% delle imprese emiliano-romagnole contro il 49% del dato nazionale, e alla valutazione delle nuove misure previste dalla Legge di Bilancio 2026 ritenute insufficienti dal 52%, per le aziende resta centrale la capacità di guidare le scelte industriali in base alle priorità del mercato e tradurre competenze e innovazione tecnologica in competitività. In questo quadro, gli incentivi rappresentano un supporto possibile, ma non l’unica leva per sostenere la crescita.
Guardando al biennio 2026-2027, il 56% degli imprenditori emiliano-romagnoli indica una fiducia moderata nell’evoluzione del mercato del proprio settore e il 28% una fiducia alta o molto alta, dato leggermente superiore a quello nazionale. Il 38% delle imprese della regione considera il proprio portafoglio ordini adeguato o superiore rispetto alla capacità produttiva e agli obiettivi economici aziendali, mentre il 31% lo reputa stabile.
Il settore continua a puntare su automazione e robotica per l’efficienza produttiva, digitalizzazione e interconnessione dei processi e personalizzazione della produzione. Cresce l’attenzione verso la sostenibilità ambientale, i processi a basso impatto, la transizione energetica e la riduzione dei consumi. Tra le criticità segnalate emergono l’incertezza legata al contesto internazionale, i prezzi delle materie prime, le competenze del personale e la difficoltà di reperimento delle risorse umane.
Anche le nuove misure per il 2026, come l’iperammortamento e il rifinanziamento degli incentivi per Industria 4.0, ricevono una valutazione prudente: più della metà delle imprese emiliano-romagnole le considera poco o per nulla sufficienti. Oltre la metà degli imprenditori non ha ancora deciso se avvalersi degli strumenti previsti e solo il 24% prevede di presentarne richiesta. Tra i principali ostacoli emergono il mancato rispetto dei requisiti richiesti, l’eccessiva complessità delle procedure e i tempi eccessivamente lunghi. Nel 10% dei casi emerge anche la scelta di investire senza ricorrere a strumenti pubblici.
Sul fronte internazionale, oltre la metà delle imprese dichiara di aver già registrato o di stare registrando impatti dei dazi, con più di un imprenditore su 10 che segnala effetti negativi significativi. Tuttavia, l’Osservatorio evidenzia prospettive di stabilità sull’export per il biennio 2026-2027: il 58% delle imprese prevede un andamento stabile, mentre il 28% si attende una crescita.
L’apertura della 24esima edizione di MECSPE, che riunisce oltre 2.000 aziende espositrici e 13 saloni tematici, è stata affidata al convegno inaugurale dedicato alla competitività manifatturiera, che ha messo a confronto istituzioni e imprese su tecnologie, competenze e imprenditorialità come leve per creare valore nei nuovi scenari globali. Sono intervenuti tra gli altri Vincenzo Colla, vicepresidente e assessore allo sviluppo economico della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Spallone del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Stefano Cattorini del Competence Center BI-REX, Gianpiero Calzolari presidente di BolognaFiere e Ivo Nardella presidente di Senaf.













