Sono venuti giù come una fila di birilli. Abbattuti da una mano ignota – o forse no – che ha pensato di bene di sgomberare in fretta il campo lasciando quei dodici pilastrini a terra. E alla fine, a rimetterci, è lo splendido complesso di San Michele in Bosco, deturpato, danneggiato e ferito come solo un monumento simbolo della città può esserlo: della bella balaustra panoramica con vista sui tetti di Bologna e le sue Due Torri resta solo uno squarcio.
Tutto è successo mercoledì sera e l’Istituto ortopedico Rizzoli ha già proceduto alla denuncia contro ignoti. Lo Ior riferisce genericamente che «è stata sfondata la balustra», ma la realtà sarebbe più complessa. Intorno alle 21, infatti, una delle guardie giurate in servizio al Rizzoli sarebbe stata allertata da un gruppetto di ragazzi perché la balaustra era stata danneggiata. Ad abbattere i pilastrini, avrebbero riferito, era stata l’auto di uno di loro, lasciata parcheggiata senza il freno a mano tirato. Subito la guardia giurata ha attivato il servizio tecnico dell’ospedale, ma nel mentre i ragazzi se ne sarebbero andati così come la presunta auto danneggiata che non è stata vista dal personale del Rizzoli. E quella zona del complesso non è favore di telecamera di sorveglianza.
Tutto finito? Ovviamente no, perché tra le prime cose da fare ieri c’era rendere nuovamente agibile la strada d’accesso al piazzale, dove transita anche l’autobus della linea 30. Il danno alla balaustra monumentale è in via di quantificazione. Tanti i dubbi. Come ha potuto una macchina abbattere, partendo da ferma, dodici pilastrini? E che fine ha fatto la vettura che avrebbe dovuto essere gravemente danneggiata? E ancora, è credibile la versione dei ragazzi visto che il piazzale, usato di solito come zona di parcheggio per medici e dirigenti dello Ior, non presenta pendenza? In realtà sempre più, la sera, la zona è frequentata da gruppi di giovani e di recente lo Ior ha pensato di installare telecamere per controllare il piazzale e non solo l’accesso alla chiesa. «E’ un atto di grave danneggiamento – ha detto il direttore generale del Rizzoli Mario Cavalli. – Per quantificare i danni aspettiamo di confrontarci con le autorità. Restano l’incredulità e il profondo dispiacere, che mi sento di esprimere a nome del personale dell’Istituto e di tutti i cittadini che amano il belvedere, per l’offesa arrecata a un bene della città». Il Resto del Carlino