Boston, sangue alla maratona. Esplosioni al traguardo: 12 morti, un centinaio di feriti

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  • bostonTre esplosioni in rapida successione. E torna la paura negli Stati Uniti. La maratona di Boston si macchia di sangue: un boato dopo l’altro, a soli venti secondi di distanza, proprio in quell’ultimo miglio di gara dedicato ai sopravvissuti della strage nella scuola di Newtown.

    Le due deflagrazioni, avvenute a pochio passi al traguardo della maratona, hanno causato almeno dodici morti e un centinaio feriti le cui condizioni sono molto gravi.

    Poi una nuova esplosione alla Jfk Library, l’istituzione che che commemora il presidente John Fitzgerlad Kennedy. Secondo la Casa Bianca si tratta di un atto “ben coordinato e pianificato”. Per gli attentati è stato fermato un sospetto di nazionalità saudita: ferito, si troverebbe al momento sotto sorveglianza in un ospedale della città.

    Boston colpita nel giorno più bello, proprio quando gli atleti di tutto il mondo arrivano per partecipare alla famosa corsa amatoriale americana, la più antica del mondo dopo quella olimpica di Atene. “Ho sentito un rumore enorme – ha raccontato Paolo rossi, 48enne pistoiese – la festa si è trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara”. Tutto è cominciato poco prima delle 15, un’ora dopo che il primo maratoneta aveva tagliato il traguardo. Si sono uditi come due potenti tuoni, poi il fumo si è levato fitto davanti al palco degli arrivi e la gioia della gara si è trasformata in tragedia. Feriti tra i corridori, feriti tra il pubblico che si è alzato in preda al terrore in un fuggi fuggi convulso. “C’è stata improvvisamente un’esplosione, uscita dal nulla – ha raccontato un testimone – ci sono molti feriti. Ho visto corpi mutilati, ho visto sangue dappertutto”. Le due esplosioni hanno avuto origine dall’hotel Fairmont Copley Plaza vicino alla linea del traguardo.

    Mentre il Lenox Hotel è stato subito evacuato, è stato trovato un possibile terzo “ordigno” davanti al Mandarin Hotel, un albergo cinque stelle a Back Bay. Gli artificieri lo hanno subito neutralizzato con una deflagrazione controllata. Lo stesso è stato fatto per altri due ordigni di dimensioni ridotte simili agli Ied usati dai terroristi contro i soldati Nato in Iraq e in Afghanistan. Secondo le fonti della sicurezza, dietro alle esplosioni ci sarebbero la detonazione di bombe per cui non viene esclusa la pista dell’attentato dinamitardo. “Ero così vicina, è stato spaventoso. Ho sentito la forza dell’esplosione – ha detto Jackie Bruno della Necn – la gente scappava. Ho visto vittime proiettate dappertutto”. Parte delle tribune dove era assiepato il pubblico è andata distrutta.

    “Apparentemente c’è stato un attentato”, ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden. Nel mondo del dopo 11 settembre, per motivi precauzionali, New York e Washington hanno innalzato le misure di sicurezza intorno ai monumenti e ai grandi alberghi.

    Anche Londra ha rivisto le misure di sicurezza in vista della sua maratona di domenica. A Boston sono stati immediatamente chiusi lo spazio aereo, una delle principali linee della metropolitana e i ponti sul fiume Charles ed è stato sospeso il servizio di telefonia cellulare per prevenire l’eventuale azionamento a distanza di altri ordigni. Le stesse misure anti terrorismo sono state prese anche nelle principali città statunitensi: la zona davanti la Casa Bianca, lungo la Pennsylvania Avenue, è stata chiusa al traffico pedonale.