“Bulla”. Rula Jebreal insulta ancora: odio contro la Meloni

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  • Rula Jebreal continua la sua campagna anti-centrodestra, nello specifico anti-Meloni. La giornalista è stata una delle grandi protagoniste della campagna elettorale, giocando tutte le sue carte per tentare di favorire la sinistra. La paladina dei compagni, infatti, aveva anche tirato in ballo una vecchia storia che riguardava il padre dell’attuale primo ministro, tanto da fare indignare anche pezzi del suo schieramento. Senza pietà, insomma. Ora lo spunto per gettare un po’ di fango contro la leader di Fratelli d’Italia è stato offerto dalla vicenda di Roberto Saviano, lo scrittore a processo per diffamazione.

    Il solito attacco di Rula Jebreal

    Il caso dell’autore di Gomorra ha spinto Rula Jebreal a parlare di bullismo e di censura, con tanto di pesanti addebiti a Giorgia Meloni. “Agendo come un autocrate, il primo ministro italiano coglie ogni opportunità per intimidire e denigrare i giornalisti”, le parole della giornalista su Twitter: “I giornalisti che fanno eco alla sua propaganda vengono nominati ministri della cultura e portavoce del governo… mentre i giornalisti che la denunciano vengono minacciati, vittime di bullismo e censurati”. Un post corredato dal video nel quale il primo ministro critica i giornalisti che l’avevano accusata di non rispondere ad abbastanza domande in conferenza stampa.

    Il fango contro il centrodestra

    Accuse strumentali e polemiche sterili, come spesso capita a sinistra. E Rula Jebreal è solita cogliere ogni minima occasione per biasimare senza termini gli avversari. “Razzisti, xenofobi e bigotti”, uno degli affondi registrati negli ultimi tempi. Pochi giorni invece fa era stato il turno del segretario federale della Lega Matteo Salvini. Il motivo? L’aver chiamato Elon Musk in Italia. “Musk è uno dei principali geni innovativi: mi piacerebbe potesse lavorare di più con l’Italia e in Italia”, l’appello del ministro delle infrastrutture e dei trasporti. “Non vedo l’ora di incontrarlo”, la replica dell’imprenditore sudafricano. Un asse che potrebbe portare dei benefici al Paese ma che ha fatto naturalmente storcere il naso a Rula, tanto da definire Salvini “promotore della propaganda russa, di cospirazioni razziste e sotto inchiesta per aver rapito 150 rifugiati”. Definizione piuttosto iperbolica, ma nulla di nuovo nel meraviglioso mondo di Rula Jebreal. Del resto stiamo ancora aspettando l’arrivo del fascismo tanto decantato in campagna elettorale.


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