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  • Busignani (Usl) lancia l’allarme: “Senza casa e tutele non si ferma il declino demografico” (l’intervista di David Oddone)

    Emergenza casa, denatalità incalzante, precarietà nel mondo del lavoro: San Marino si trova di fronte a sfide cruciali per il suo futuro. Nell’intervista Francesca Busignani, Segretario Generale dell’USL, lancia un appello al Governo per interventi concreti e immediati a sostegno di famiglie e lavoratori, con un occhio attento alla sicurezza sociale e a un welfare più efficace.

     

    Segretario Busignani, sono anni che USL pone particolare attenzione sul tema dell’accesso alla casa. Può riassumere la vostra posizione su questa problematica sempre più urgente per i cittadini sammarinesi?

    “Il diritto alla casa è un tema fondamentale per il benessere delle persone e delle famiglie. San Marino non può permettersi che, i suoi cittadini, le sue persone vivano nell’incertezza abitativa. È necessario intervenire con politiche mirate che agevolino l’accesso alla proprietà o all’affitto di abitazioni a prezzi sostenibili, soprattutto per le giovani coppie, i single e le famiglie con redditi medio-bassi. Abbiamo sollecitato a più riprese il Governo affinché vengano adottate misure concrete, come incentivi fiscali, sostegni per i mutui ed altro, oltre a una revisione del mercato immobiliare per evitare speculazioni che rendono le case inaccessibili per molti, devo dire che il Segretario Ciacci ha colto “la sfida” e si è attivato; probabilmente ci saranno alcune cose da tarare, su alcune potremmo non trovarci pienamente d’accordo, ma bisogna dargli atto che una norma che ricade nel concreto l’ha fatta; auspichiamo approdi in tempi brevi in Consiglio”.

     

    Il tema della denatalità è diventato centrale anche nella Repubblica di San Marino. Si parla spesso della necessità di ampliare i diritti legati al part-time, al congedo parentale e ad altri strumenti di conciliazione vita-lavoro. Quali misure ritiene essenziali affinché le persone possano fare scelte di vita più serene in questo senso?

    “Il tema della denatalità è complesso e richiede un approccio integrato. È chiaro che ampliare i diritti legati al part-time e ad altri strumenti di conciliazione vita-lavoro è importante, sono anni che ci battiamo per questo, ma non basta. La priorità assoluta è garantire stabilità economica alle famiglie, soprattutto a quelle che rientrano nella fascia di reddito medio-bassa. Se una persona non ha la certezza di arrivare a fine mese senza dover fare rinunce o sacrifici, difficilmente penserà di poter sostenere i costi e le responsabilità legate alla crescita di un figlio. Serve una politica fiscale che non gravi ulteriormente sui redditi più bassi, ma soprattutto bisogna lavorare sulla questione salariale. Le retribuzioni a San Marino non sempre sono adeguate rispetto al costo della vita, e questo è un dato di fatto che USL ha denunciato più volte. Abbiamo bisogno di un sistema che garantisca redditi dignitosi, stabilità lavorativa e misure di sostegno alle persone che vadano oltre i semplici bonus temporanei. Un’altra questione fondamentale, come già detto, è il costo degli affitti e della casa. Non possiamo pensare di incentivare le nascite se i giovani, le persone e le famiglie non hanno la sicurezza di poter permettersi un’abitazione stabile a prezzi accessibili. A questo si aggiunge il tema dei servizi; il welfare deve essere potenziato. In definitiva, creare le condizioni per un futuro sereno che possa far invertire la denatalità crescente, significa agire su più fronti, ed è in questo modo che intendiamo continuare ad affrontare questa dinamica”.

     

    Passando al mondo del lavoro, quali sono le battaglie più importanti che state portando avanti?

    “La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori è al centro della nostra missione sindacale, ho più volte sottolineato l’importanza della tutela come fulcro dell’azione sindacale. L’azione di tutte le parti: sociali, politiche e datoriali, deve convergere verso l’obiettivo principe di contribuire alla crescita del Paese e conseguentemente aumentarne il benessere sociale. Ci vuole una visione collettiva equa, di sistema verso ‘l’alto’ e non improntata su tagli o aumento della pressione fiscale. Troppe persone vivono senza certezze per il futuro e questo mina la coesione sociale del Paese. Inoltre, stiamo lavorando per rafforzare il contrasto alla violenza sui luoghi di lavoro e non solo, una piaga che colpisce molti spesso in silenzio. Chi subisce comportamenti vessatori non si deve sentire solo”.

     

    La sicurezza sociale è un tema trasversale che riguarda sia l’abitazione che il lavoro. Come USL quale importanza date al senso di sicurezza per i cittadini sammarinesi e residenti?

    “La sicurezza sociale è fondamentale per garantire serenità e benessere a tutta la comunità. Lavoriamo affinché i cittadini, i residenti ‘ordinari’, le persone si sentano protette, sia in ambito lavorativo che nella vita quotidiana. Non dobbiamo mai dimenticare che una società coesa e sicura è una società più forte. E questo passa anche dal contrasto alle disuguaglianze, dalla lotta contro le discriminazioni e dalla promozione di politiche inclusive”.

     

    In tema di burocrazia, l’USL ha più volte denunciato quanto questa possa diventare un ostacolo anziché un aiuto per i cittadini. Qual è la vostra posizione?

    “La burocrazia deve essere al servizio delle persone, non complicarne la vita. Ho detto chiaramente, in più assise, che a volte si mettono in secondo piano le persone e si dà più importanza alle carte; questo non è accettabile. È necessario inoltre rivedere o integrare tutte quelle normative che, nella loro applicazione pratica, non affrontano in modo adeguato le problematiche reali o risultano poco conformi a principi di equità e buon senso”.

     

    Parliamo ora dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Qual è la posizione dell’USL su questo tema?

    “Guardiamo con attenzione e favore all’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, ma vogliamo chiarezza sui contenuti e sugli effetti concreti che avrà per San Marino. Come USL siamo già parte della Confederazione Europea dei Sindacati (Etuc) e della Confederazione Internazionale dei Sindacati (Ituc), quindi siamo aperti al dialogo europeo. Credo sia importante però ridurre l’enfasi politica su questo tema e concentrarsi maggiormente sulla trasparenza e sull’informazione. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa comporterà questo accordo in termini di diritti, lavoro ed economia. Un’integrazione europea deve essere affrontata salvaguardando i nostri interessi e garantendo che i benefici superino i rischi”.

     

    Qual è il messaggio che vuole lanciare ai cittadini sammarinesi, ai residenti e ai lavoratori frontalieri che oggi si trovano in difficoltà?

    “Il messaggio che voglio trasmettere è chiaro: non siete soli. USL è qui per ascoltarvi, supportarvi e lottare al vostro fianco. Vogliamo costruire insieme una San Marino più giusta, in cui ogni persona possa vivere serenamente, con dignità e sicurezza. È importante che tutti si sentano parte di questa comunità e che nessuno venga lasciato indietro. Qualsiasi progetto che non fa o non farà sentire tutelata e al sicuro la persona in Repubblica, è e sarà inaccettabile per me e per USL”.

     

    David Oddone

    (La Serenissima)