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  • Candidati e vecchi rapporti con la “Cricca”: iniziamo con Nicola Codicé, Motus Liberi, che permise a Daniele Guidi di utilizzare un telefonino “pulito” … di Enrico Lazzari

    Come “promesso” inizio oggi nell’analisi dei singoli candidati, nella ricerca di coinvolgimenti -a qualunque titolo, premeditati, consapevoli o inconsapevoli che possano essere- in fatti ed azioni che, alla fine, possano aver favorito la scalata e la devastazione del sistema economico e finanziario sammarinese nello scorso decennio, con il massimo del potere -e quindi del danno- fatto durante la legislatura che ha visto il governo AdessoSm, composto da Repubblica Futura, SSD e Civico 10, guidare per quattro anni il Paese.

    Ma, prima di scendere nel merito del primo nome, è necessaria una precisazione.

    Non voglio vestire, in questa analisi che di certo susciterà non poche polemiche e critiche, i panni di un moderno “Tomás de Torquemada” (domenicano spagnolo a capo dell’inquisizione spagnola per oltre 15 anni). Io racconterò fatti, senza esprimere giudizi sul livello di ogni coinvolgimento. Non può essere scontato, infatti, che l’essere coinvolti in un fatto attinente le azioni della “cricca”, debba significare la gogna per il protagonista o, peggio, la complicità con la stessa
    . Nessuno cerchi, in queste analisi, eventuali responsabilità diverse da quelle rese evidenti dal fatto stesso, ricordando che aver avuto una responsabilità nell’azione non significa aver avuto la consapevolezza del fine reale di quella stessa azione. In questo elenco di candidati  finiranno certamente personaggi che hanno avuto una responsabilità “pesante” e altri con un coinvolgimento marginale. Ma tutti, ricordiamolo sempre non possono venir definiti che brave persone, forse ingenui, forse in taluni casi inadeguati al delicato ruolo che rivestivano, forse in altri casi troppo superficiali e privi di esperienza e preparazione specifica necessaria per adempiere al meglio all’incarico, magari governativo, che avevano. Ma, fino a sentenze giudiziarie definitive contrarie (e nessuno nei candidati che citeremo risulterebbe indagato in alcun procedimento penale) tutti i nomi che leggerete sono di brave persone…

    Starà a voi, però, in massima autonomia, basandovi su fatti precisi e concreti, magari citati in precisi atti giudiziari pubblici, valutare se una loro elezione in Consiglio Grande e Generale possa favorire, compromettere o complicare la definitiva posa di una inamovibile pietra tombale sul -metaforico, ovviamente- “sepolcro” di quel gruppo di potere privato che sarebbe arrivato -secondo l’ipotesi accusatoria di una indagine del Commissario Elisa Beccari- ad avere un complice, un associato nientemeno che nella Magistratura.

    Premesso, doverosamente, ciò. Iniziamo…

    Ho iniziato scorrendo la lista dei candidati di Domani – Motus Liberi e, fra i tanti nomi mi ha colpito quello di Nicola Codicé, che avevo letto (non fra gli imputati) negli atti del procedimento giudiziario “462/RNR/2020”, dove è comparso anche come teste, e in quelli del procedimento “695/2020” dove agli atti sono state acquisite delle chat Whatsapp proprie dello stesso numero telefonico. In pratica, già in fase istruttoria del 462, accertamenti del Nucleo Interforze, segnatamente dell’Ispettore Paolo Morri (pag.2411 e 2412 del fascicolo) rilevarono una serie di contatti telefonici fra una utenza telefonica intestata a Nicola Codicé (“ma in realtà era utilizzata da Daniele Guidi verosimilmente”, ha dichiarato in aula lo stesso Ispettore Morri) e l’ex Segretario Simone Celli e il Commissario della Legge Alberto Buriani, imputati -e poi condannati in primo grado- nello stesso procedimento.

    In questi atti scopriamo immediatamente che il vero utilizzatore di questa utenza telefonica non risulta essere Codicé ma Daniele Guidi. La conferma viene direttamente dalle parole dell’ispettore, nel corso della sua deposizione. Incalzato dall’Avv. Vecchi (difensore di Buriani) che gli chiede “in base a quali evidenze” sia stato appurato “che l’utilizzo” di quell’utenza “era da parte di Daniele Guidi e non da parte di Codicé”, Morri risponde: “Perchè abbiamo letto la messaggistica Whatsapp e lui si presenta come Guidi Daniele….

    Perchè, quindi, Daniele Guidi utilizzava una scheda telefonica intestata -e materialmente ritirata (anche questo figura negli atti in una risposta che lo stesso Codicé ha dato all’avv.Selva)- dall’oggi candidato di “Domani – Motus Liberi”, prima dipendente e poi socio nello studio professionale con Stefania Lazzari (società di cui è stato per un periodo anche Amministratore unico), sentimentalmente legata a Daniele Guidi, ex Direttore Generale di Banca Cis e oggi indagato dal Commissario Beccari come il “capo” di una associazione a delinquere?

    La domanda viene naturale… La risposta la possiamo dedurre dalla testimonianza rilasciata dallo stesso Codicé di fronte al giudice Adriano Saldarelli. Ecco uno stralcio della sua deposizione, incalzato dall’Avv.Filippo Cocco, legale di parte civile del Presidente di Banca Centrale in quel procedimento.

    Appurato, dalle risposte del testimone, che questi ha sostenuto di non avere con Celli alcun rapporto e con Buriani di avere un rapporto puramente professionale e legato al fatto che gli faceva la dichiarazione dei redditi, l’Avv. Cocco gli chiede: “Nell’ambito di questo procedimento penale sono stati acquisiti dei tabulati telefonici, ivi compresi quelli dei numeri a lei intestati. In particolar modo le chiedo, nelle date 18 e 19 luglio del 2019, che sono per questo processo importanti perchè sono i giorni in cui avviene la conversione del prestito di Banca Centrale in capitale sulle quote di CIS, risultano delle telefonate da lei effettuate al dottor Celli… Ricorda il 18, alle ore 19:53, lei riceve sull’utenza 331.58****7, a lei intestata, una telefonata dall’On.Celli, a cui lei poi il giorno dopo fa seguire altre due telefonate…

    Penso -è la risposta di Codicéche stiamo parlando, che sia il numero che non era nella mia disponibilità

    Avv.Cocco: “Lei ha mai saputo a chi è stato dato in disponibilità questo numero di telefono?”

    Codicé: L’ho consegnato (la sim; ndr) alla dottoressa Lazzari, poi non essendo nelle mie disponibilità io non so chi possa aver telefonato…

    Avv. Cocco:Non le ha mai chiesto a chi lo ha dato?”

    Codicé: “No, non ho mai chiesto

    Poi, dagli atti, da quella utenza “non in disponibilità” dell’intestatario, risultano altri contatti telefonici con il Commissario Buriani, fra cui uno di questi avuto alle 5:50 di mattina.

    Avv. Cocco: “Senta, lei ha detto che le è stato chiesto di sottoscrivere una sim telefonica e di consegnarla allo Studio. E’ andato lei...”

    Avv. Vecchi: “Non ha detto esattamente così”.

    Avv. Cocco: “Può precisare meglio…

    Avv. Vecchi: “C’è opposizione…

    Giudice Saldarelli rivolgendosi al teste: “Può precisare che cosa ha detto prima così comprendo meglio, cortesemente?

    Codicé: “Le ho detto che mi è stato chiesto di fare una scheda sim ad uso dello studio

    Giudice Saldarelli: “Definisca cosa vuol dire fare una scheda, è andato lei dove vendono la scheda sim, ha dato una sua carta di identità o ha consegnato la carta di identità a qualcuno?”

    Codicé: “…Sono andato io a fare la scheda sim con…

    Giudice Saldarelli: “Personalmente?

    Codicé: “”.

    Dunque, appare negli atti processuali che -e in base ad elementi concreti non si può sostenere che lo abbia fatto consapevolmente- il candidato di “Domani – Motus Liberi” Nicola Codicé abbia permesso a Daniele Guidi di avere a disposizione un telefonino “pulito”, non presente fra le sue utenze dichiarate e quindi non immediatamente intercettabile dalla Magistratura, la quale avrebbe messo sotto sorveglianza, se necessario, esclusivamente le utenze a lui intestate.

    Questa “leggerezza” o “ingenuità” è compatibile, secondo voi che il prossimo 9 giugno voterete per eleggere i vostri nuovi “Sessanta” rappresentanti, con la delicatezza e importanza dell’incarico di ogni membro del Consiglio Grande e Generale?

    A voi la risposta, nel segreto dell’urna elettorale!

    Enrico Lazzari