Per chi viene da un’opposizione dura, a volte anche intransigente, sempre sostenuta da argomenti “forti”, sempre comprovati dai fatti, sempre combattuta con le mani nude contro i carri armati, è abbastanza sconsolante vedere l’opposizione di oggi. Sfilacciata, confusa, contraddittoria, ma soprattutto senza argomenti. Che si ricompatta solo di fronte a battaglie personali contro “il principe” o contro la “principessa”. Se non va bene con l’uno, si prova con l’altra.
E poi si ritorna come prima, l’uno contro l’altro armati. Perché l’unica cosa in cui si è trovato l’accordo, in un anno intero di attività politica, è stato mandare alle ortiche la pomposa coalizione Riforme e libertà
Se non ci fosse un po’ di “fantasia” nella maggioranza, che ci mette del suo per fare un po’ di movimentismo, non saprebbe che dire. E allora alimenta speranze da politica dei dinosauri, per impossibili ribaltoni e giri di valzer. Ne riempie i giornali e anima le chiacchiere da bar. E’crisi. Fra due mesi siamo al governo.
Da un anno a questa parte si è sentito poco altro: vogliamo il dibattito sul sistema bancario, vogliamo il dibattito sulla politica estera, vogliamo il dibattito sull’economia. Poi quando arrivano i dibattiti nell’odg consiliare, non hanno nulla da dire, se non inesauribili rosari di lamentele prive di ogni sostanza.
L’ostruzionismo è una potente arma istituzionale nelle mani dell’opposizione, quando la si sappia usare. E invece si traduce in una continua perdita di tempo. Nel Consiglio di dicembre ci sono voluti cinque giorni per esaurire due commi. Anzi, uno e mezzo, perché il dibattito sul sistema bancario avrebbe dovuto risolversi con la votazione dei due decreti annessi. E invece no, perché l’opposizione non ha accettato l’anticipo del comma. Sul piatto della bilancia voleva mettere gli ammortizzatori sociali, almeno un paio di odg e altro ancora. Alle tre di notte.
Così non si è fatto niente, rimandando tutto a gennaio. Magari sperando che nel frattempo succeda chissà che cosa…
Certo è difficile ammettere di aver lasciato San Marino in un gran casino, a mani nude contro la congiuntura internazionale, contro la rete normativa per le doppie imposizioni fiscali, contro la lotta della GDF per riportare a casa i capitali emigrati all’estero.
San Marino a mani nude e l’Azerbaijan con i Kalashnikov.
Ma il ritornello è sempre quello: l’arroganza della maggioranza, che si chiude a riccio contro i buoni propositi dell’opposizione.
Uffa!
Cara opposizione, che ogni giorno predichi il cambiamento, si può sperare in un cambio di ritornello?
Angela Venturini