Carceri.  Morrone (Lega) avanzamenti carriera e aumento stipendi per direttori non sono priorità

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  • Roma, 27 ottobre. “Superstipendi a dirigenti pubblici la cui attività non corrisponde alle aspettative e, anzi, hanno dato prova di inadeguatezza in momenti critici? Anche no. Riteniamo che l’Italia debba allinearsi a un sistema che premi e valorizzi capacità reali e provate, svincolate da prebende, favoritismi, appartenenze politiche. In questo periodo di emergenza sanitaria ed economica, che ha messo in ginocchio milioni di italiani, abbiamo visto manager pubblici premiati nonostante performance discutibili e risultati non raggiunti. Ci arriva notizia che si cercherebbe di far passare anche una norma per inquadrare i direttori degli istituti penitenziari in una qualifica superiore con contestuale aumento di stipendio. Non voglio fare di tutt’erbe un fascio e certamente ci sono direttori capaci e altri meno, tuttavia non possiamo neppure nascondere i tanti episodi di inadeguatezza mostrati da molti di questi ‘burocrati’ nella gestione della sicurezza degli Istituti, per esempio durante le recenti rivolte. Sono ben altre le priorità nell’amministrazione penitenziaria che non avanzamenti automatici di carriera e di emolumento per i direttori. Ci sono tre progetti di legge già presentati alla Camera, di cui sono primo firmatario, dove queste priorità sono ben circostanziate, in particolare uno di questi riguarda la riorganizzazione dei dipartimenti del ministero della Giustizia competenti in materia di esecuzione penale e istituzione del dipartimento per la sicurezza della giustizia, che potrebbe apportare concreti miglioramenti organizzativi e funzionali negli Istituti carcerari, elevando il corpo di Polizia penitenziaria al ruolo primario che le compete. E’ da qui che bisogna partire”.

    Così in una nota il parlamentare della Lega Jacopo Morrone.

    Ufficio Stampa Lega Romagna