“Casaleggio ora ha paura che gli togliamo il giocattolo”

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  • Il virus dilaga in tutta Europa, il governo sforna un Dpcm nuovo ogni dieci giorni, il M5S continua ugualmente a litigare al suo interno.

    Alessandro Di Battista chiede ufficialmente il rinvio degli Stati Generali proprio nel giorno in cui la deputata Rina De Lorenzo annuncia la sua adesione a LeU e la senatrice Tiziana Drago, famosa per aver votato a favore di Salvini sulla vicenda Open Arms, passa al gruppo misto.“Il momento è drammatico, la gente spaventata e preoccupata per il futuro, le misure generano rabbia e tensioni sociali. È giusto che i membri del governo si concentrino sulla pandemia, se saremo costretti a rinviare gli Stati Generali del M5S non mi metterò certo a far drammi, anzi: sono assolutamente d’accordo. Prima il paese”. Secondo quanto ricostruito dall’Adnkronos sarebbe questo il pensiero espresso in queste ore dall’ex deputato romano ai suoi fedelissimi che guidano la fronda anti-Pd dentro il M5S. Solo pochi giorni fa il suo braccio destro, l’eurodeputato Ignazio Corrao, interpellato dall’Adnkronos, aveva minacciato la scissione definendola “una possibilità concreta”, soprattutto dopo la spaccatura a Bruxelles in occasione del voto sulla Pac.

    Un’ipotesi che il senatore Emanuele Dessì, uomo vicino alla vicepresidente Paola Taverna, interpellato da ilGiornale.it, respinge con forza: “A me sembra che Corrao parli a nome suo più che del 50% del Movimento. Probabilmente lui farà altro, la stragrande maggioranza del Movimento non parla di scissione”. E su ‘Dibba’ dice: “Non lo vedo formare domani un nuovo partito. Poi per dire cosa? Quando lo farà, lo comunicherà e ne prenderemo altro”. Sergio Battelli, presidente della Commissione Affari Europei della Camera, invece, si dice nettamente contrario a uno slittamento degli Stati Generali: “Questo è un processo che, già da quando si è dimesso Di Maio, si sarebbe dovuto fare. Non riesco a capacitarmi come qualcuno non li voglia più fare. Spero vivamente che un’associazione privata non ostacoli questo processo decisionale”. Il riferimento a Rousseau è chiaro e lampante, visto e considerato che il suo presidente, Davide Casaleggio, ha cercato in tutti i modi di boicottare l’evento tagliando i servizi che offre con la piattaforma Rousseau. Una mossa che sembra come una sorta di ritorsione nei confronti di quei parlamentari morosi che non hanno ancora pagato il contributo che dovrebbero versare mensilmente all’associazione. “Non è possibile che o tutto passa da Rousseau o nulla si può fare. Chi oggi vuole ostacolare tutto è perché vuole mantenere lo status quo attuale o ha paura che il giocattolo gli venga tolto dalle mani. Io credo che dobbiamo ridiscutere tutto, anche il ruolo dell’Associazione”, attacca Battelli che, come molti parlamentari grillini, vorrebbe che la piattaforma Rousseau “sia gestita da un organo democratico del M5S e non da un’associazione privata chiusa e non scalabile”.

    Nel mirino dei ‘casaleggiani’ che chiedono il rinvio c’è anche il dato della scarsa partecipazione all’evento: solo oltre 8 mila persone su un totale di 186.664 iscritti del Movimento, pari al 4%. In merito il deputato genovese polemizza: “Mi piacerebbe molto sapere chi sono i nostri militanti, ma è dato riservato ai soci dell’Associazione Rousseau. Io vedo che la gente che partecipa è sempre un decimo degli iscritti. E, comunque, non mi pare che i voti sulla piattaforma Rousseau siano sempre stati 180mila”. Sulla stessa lunghezza d’onda si posizionano anche le parole di Dessì che sottolinea: “Nessun partito ha mai messo 8mila persone in una stanza, benché virtuale, a discutere di temi e organizzazione. La partecipazione reale è sempre infinitesimale rispetto alla reale adesione a un partito. Sono cifre enormi. L’ultimo congresso del Pci vantava la partecipazione di duemila persone”. Il deputato napoletano Luigi Gallo smorza le polemiche e dice: “Abbiamo un metodo nuovo che sta funzionando e che ci consente di costruire sui Comuni la rete che finora è mancata. Quanto a Casaleggio non c’è nessun malumore nei suoi confronti, ma pensiamo che la piattaforma debba essere affiancata a delle assemblee fisiche che consenta ai cittadini di prendere decisioni anche di tipo locale”.



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