Padre Gratien Alabi lunedì uscirà dal carcere di Arezzo. La decisione è stata presa ieri, prima dell’udienza, dalla Corte d’Assise che gli ha concesso gli arresti domiciliari da scontare nel convento dei frati premostratensi a Roma, con braccialetto elettronico. Il dispositivo è infatti arrivato. Dopo oltre un mese e mezzo, la questura di Roma ha finalmente a disposizione lo strumento che con sistema gps controllerà ogni spostamento del frate dentro il convento.
L’ex vice parroco di Ca’ Raffaello si trova in cella da aprile scorso, con le pesanti accuse di omicidio volontario, occultamento e distruzione di cadavere, nel giallo di Guerrina Piscaglia, la donna sparita dal paesino toscano dell’alta Valmarecchia, il 1° maggio 2014.
Il presidente della Corte d’Assise di Arezzo lo ha comunicato ieri mattina in udienza. I difensori di Alabi hanno così rinunciato all’istanza, presentata mercoledì scorso, con cui chiedevano i domiciliari senza braccialetto. I domiciliari erano stati concessi al frate il 3 dicembre scorso dal tribunale del Riesame di Firenze.
Gli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Arezzo scorteranno padre Alabi al convento nella capitale, lunedì 1 febbraio alle 10. Il religioso resterà nel convento e tornerà ad Arezzo solo per le udienze del processo a suo carico.
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