Cattolica, crepe sulla nuova scuola Repubblica non ancora finita: rivolta social dei residenti

Non è ancora arrivato il momento del taglio del nastro, ma la nuova scuola elementare Repubblica è già finita nell’occhio del ciclone. A scatenare un vero e proprio caso politico e cittadino sono state alcune immagini diffuse ieri su Facebook, che ritraggono l’edificio scolastico – tuttora un cantiere aperto – segnato da fessure e imperfezioni sulle facciate esterne.

La polemica è esplosa all’interno del popolare gruppo “Chiacchiere tra cattolichini”, dove la pubblicazione delle foto ha immediatamente catalizzato l’attenzione e la rabbia dei residenti. Le immagini, che mostrano crepe sopra l’ingresso e rigonfiamenti dell’intonaco, sono state accompagnate da commenti sarcastici sulla qualità dei lavori, definiti ironicamente un “capolavoro”. Da lì, il dibattito si è allargato a macchia d’olio, toccando temi che vanno dalla sicurezza strutturale all’estetica, fino alla gestione dei fondi pubblici.

Molti cittadini hanno espresso forte preoccupazione per lo stato dell’opera, costata svariati milioni di euro e in parte finanziata con risorse del PNRR. C’è chi ha paragonato la fragilità delle costruzioni moderne alla solidità di quelle antiche, e chi ha manifestato il timore che l’istituto possa non aprire mai, evocando lo spettro di uno spreco di denaro pubblico. Le critiche non hanno risparmiato l’aspetto architettonico: diversi utenti hanno bollato l’edificio come un “ecomostro” nel cuore del centro o lo hanno paragonato visivamente a un supermercato, puntando il dito anche contro le finiture attorno alle finestre, giudicate esteticamente sgradevoli.

Il malcontento corre anche sul filo della gestione degli appalti. Tra i commenti più duri, alcuni residenti hanno sollevato dubbi sulle logiche di assegnazione dei lavori e sui ribassi d’asta, invocando leggi più severe e responsabilità penali per tecnici e ditte in caso di difetti strutturali precoci. Non è mancato chi ha riaperto la vecchia ferita sulla collocazione della scuola, sostenendo che sarebbe stato meglio realizzare un polo scolastico fuori dal centro urbano, e chi ha ricordato con amarezza le promesse elettorali disattese.

Tuttavia, nel mare magnum delle critiche, sono emerse anche voci più moderate che hanno tentato di fornire una lettura tecnica del problema. Alcuni utenti hanno ipotizzato che i difetti visibili, come il rigonfiamento dell’intonaco, possano essere la naturale conseguenza di movimenti di assestamento della struttura, risolvibili con interventi di ripristino relativamente semplici. È stato inoltre fatto notare che le imperfezioni attorno agli infissi potrebbero dipendere dall’uso di materiali diversi e che, prima di giudicare l’estetica definitiva, bisognerebbe attendere la tinteggiatura finale.

In questo clima surriscaldato, c’è chi ha ricordato l’esistenza della garanzia decennale sui vizi occulti e la necessità che la direzione lavori vigili affinché l’opera sia consegnata a regola d’arte. Infine, una parte della discussione si è concentrata sull’atteggiamento della cittadinanza stessa: alcuni intervenuti hanno stigmatizzato la tendenza alla lamentela continua e alla divisione in fazioni, sottolineando come le polemiche feroci finiscano per danneggiare l’immagine della città rispetto alle località limitrofe. Resta ora l’attesa per eventuali chiarimenti ufficiali da parte dell’Amministrazione o dei tecnici incaricati.