CDLS: Servizi sanitari e cure dimagranti

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  • La politica del rigore non si traduca in tagli a senso unico nell’amministrazione pubblica. Le preoccupazioni manifestate nei giorni scorsi dalla Federazione del Pubblico Impiego della CDLS stanno puntualmente prendendo corpo. Emblematico il caso del servizio di pediatria e le denunce di un gruppo di genitori.

    Servizi ospedalieri intasati, la protesta dei genitori.
    “Leggiamo in queste ore – afferma la Federazione Pubblico Impiego della CDLS – che alcuni genitori si sono arrabbiati per l’impossibilità di contattare celermente, come è sempre avvenuto, il servizio di pediatria dell’ospedale di Stato. Un intoppo telefonico, ha spiegato l’ISS, di origine squisitamente tecnica. Anche se l’istituto sanitario ha lasciato aperta la soluzione di un potenziamento del servizio di pediatria con l’inserimento di un medico e un infermiere. La rabbia che si sprigiona di fronte all’impotenza di fornire cure al proprio figlio è comprensibile; si tratta di capire se è il caso di sfogarla verso il personale del servizio oppure verso chi ha responsabilità di dare a quel servizio gli strumenti per essere efficace”. 
    Per la FPI-CDLS la scelta non è difficile: “Basta ricordare che domenica scorsa è stato convocato d’urgenza il personale adeguato per poter prestare le cure necessarie a circa trenta bambini in condizione di salute precaria. Tale prestazione è stata possibile grazie alla disponibilità e al grande senso di responsabilità di alcuni operatori, che si sono recati al loro posto di lavoro a prescindere dal trattamento economico riservato al loro impegno. È verosimile che il personale a disposizione del servizio nel lasso di tempo in cui i genitori in questione hanno cercato di contattare gli specialisti, non fosse sufficiente per assolvere contemporaneamente sia all’assistenza dei pazienti presenti che alle richieste telefoniche”.

    Mancano infermieri, una denuncia dimenticata.
    La carenza nel settore infermieristico, ricorda la federazione pubblico impiego, più volte  denunciata dalla CSU e rimarcata la settimana scorsa dalla CDLS, “sta portando al collasso un servizio essenziale per la nostra comunità”.
    “Non è il caso di creare allarmismi; ma è senz’altro vero che il momento è reso particolarmente difficile dalla straordinarietà dell’epidemia e dalla psicosi di massa che si sta diffondendo anche a San Marino per la non sempre corretta informazione a proposito dell’influenza AH1N1. E’ altrettanto vero, però, che una attenta analisi sulla capacità di organizzare i servizi essenziali della Repubblica, pensando anche di essere pronti di fronte a circostanze eccezionali, vada fatta”.

    Più dei proclami serve la lungimiranza. 
    L’obiettivo  per la FPI-CDLS è chiaro: “Occorre lungimiranza per programmare ciò che serve alla nostra gente. E’ necessario lasciare perdere i proclami su cure dimagranti del servizio pubblico per poi liberare fondi a favore di chi ne fa un uso scarsamente controllato: se dobbiamo fare dei sacrifici facciamoli tutti insieme per ridare dignità al nostro Paese e serenità alla nostra gente. Torniamo ad essere la San Marino degli anni in cui i nostri concittadini venivano apprezzati come seri lavoratori e non disprezzati come comuni truffaldini. Ritorniamo ai tempi  in cui la gente sosteneva la propria classe politica perché di essa si fidava”.