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  • Cesena. Messa in sicurezza del territorio. Vasca di laminazione delle piene di Rio Marano, lavori consegnati il 10 febbraio

    Avranno una durata complessiva di 520 giorni

    La realizzazione di una cassa di laminazione delle piene del Rio Marano, si inquadra come un intervento per la messa in sicurezza dell’area più volte oggetto di allagamento negli scorsi anni. Lo ha ribadito l’Assessore con delega alla ricostruzione e manutenzione post-alluvione Christian Castorri rispondendo oggi a un’interpellanza a firma del Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Vittorio Valletta. A questo proposito, l’Assessore ha colto l’occasione per fornire un completo aggiornamento sul progetto finanziato dalla Struttura commissariale con ordinanza 19/2024.

    “Il 10 febbraio scorso i lavori per la realizzazione delle vasche di laminazione sul Rio Marano – commenta – sono stati consegnati formalmente dal Consorzio di Bonifica della Romagna alla ditta esecutrice che, sulla base delle informazioni in nostro possesso, è già al lavoro. L’ultimazione è prevista per il 15 luglio 2026 per un tempo di cantiere complessivo pari a 520 giorni di lavoro”.

    “Considerata la natura del finanziamento assegnato al Consorzio di Bonifica – prosegue l’Assessore Castorri – gli interventi possono essere esclusivamente di natura idraulica al fine di tutelare e preservare la pubblica e privata incolumità. Le aree interessate dalla realizzazione delle opere sono state espropriate e iscritte al demanio pubblico dello Stato”. In relazione alla sistemazione a verde dell’area invece, il progetto è stato predisposto in modo da rendere possibile la futura realizzazione da parte del Comune in una specifica porzione, previa concessione e autorizzazione.

    “Ad oggi però – continua l’Assessore – tali opere non sono progettate e neppure finanziate (fatta eccezione sulla possibilità di dedicare 20 mila euro del finanziamento assegnato all’opera). Va detto tuttavia che il Consorzio di Bonifica, proprietario e gestore della vasca, ci ha assicurato massima collaborazione e supporto per le eventuali richieste che avanzeremo anche a seguito del periodo partecipato a cui lavoreremo. Data la vicinanza dell’opera con la città e viste le richieste del Quartiere, la proposta progettuale è idonea a un futuro utilizzo della cassa di espansione anche come area verde attrezzata a parco urbano pubblico, con piantumazioni, arredi e percorsi ciclopedonali creando un collegamento tra le zone ricreative vicine e la vallata del Rio Marano”.

    Il progetto. La collocazione prescelta per la cassa è immediatamente a sud della via Emilia, in destra idraulica del Rio Marano, a monte del ponte della via Emilia, che costituisce una strozzatura ineliminabile. Il volume utile è di circa 187.000 metri cubi su di un’area occupata di circa 9 ettari, permette la laminazione della portata di piena 200ennale per 10 ore di durata dell’evento, senza il contemporaneo svuotamento verso i recettori di scarico.

    Dall’analisi degli eventi naturali che hanno coinvolto questa porzione del territorio comunale il 16 settembre 2006, e sulla scorta dell’esperienza vissuta negli anni di gestione dell’asta fluviale, è possibile affermare che il comportamento del bacino del Rio Marano rispetto alle piogge è il seguente: le piogge di lunga durata e poco intense non determinano portate critiche perché l’elevata permeabilità del suolo agricolo garantisce un buon assorbimento in quanto non risultano esserci grosse aree impermeabilizzate. Al contrario piogge violente, intense ed improvvise, si trasformano in deflussi significativi a causa delle pendenze e dell’antropizzazione del terreno dando forma a un deflusso superficiale. Inoltre, le stesse precipitazioni su un terreno reso impermeabile da quelle precedenti si trasformano in deflussi ingenti. Il fenomeno della fuoriuscita dell’acqua è causato dalla insufficienza idraulica delle sezioni e dalle ostruzioni costituite dai ponti, soprattutto in concomitanza agli alti livelli idrometrici del recettore, il torrente Pisciatello, ovvero quando l’evento meteorico riguarda tutto il bacino imbrifero del Pisciatello stesso.

    L’opera in oggetto ha l’obiettivo di svolgere la funzione di volano idraulico attraverso il suo volume disponibile e di alleggerire il carico idraulico che arriva da monte. Con questa vasca dunque si crea un invaso in grado di raccogliere parte delle acque. In più, attraverso la movimentazione degli scarichi si potrà decidere come svuotare l’invaso in funzione di cosa succede a valle: sarà possibile scaricare nel Rio Marano, nel Marzolino I e, a sua volta, nel Pisciatello.

    Cesena, 26 febbraio 2025