Cesena, 31 gen. “Non avendo argomenti da opporre alle nostre considerazioni l’assessore Carmelina Labruzzo fraintende le nostre tesi, mettendo così in luce le sue difficoltà. Noi infatti puntiamo da sempre all’integrazione vera degli stranieri. Concetto che è difficile da comprendere per quell’area politica che continua ad adottare pratiche multiculturaliste, celate sotto diverse iniziative, che stanno progressivamente minando la coesione delle nostre comunità. Per capirlo basterebbe vivere nella realtà quotidiana, ma la sinistra, in particolare quella sinistra rappresentata da Labruzzo, preferisce immergersi in una realtà virtuale che non interagisce con quella reale. Deve spiegarci l’assessore quali siano i ‘valori culturali’ che nel mondo reale si interscambiano, per esempio, tra due società antitetiche come quella italiana, propria di una democrazia liberale occidentale, e quella islamica, dove religione, stato, cultura, giustizia, società sono un tutt’uno. Inutile girarci intorno. Il problema sta solo qui, nell’obiettivo della sinistra di imporci una sorta di accettazione acritica di equivalenza tra le due ‘culture’, l’italiana e l’islamica, tra cui, secondo Labruzzo, si possono scambiare valori senza comunque rivelarci quali. E non a caso tutta l’enfasi con cui la Giunta cesenate celebra questo interscambio culturale avviene praticamente in esclusiva con le comunità islamiche e non con altre culture straniere, presenti anche in numero consistente nelle nostre comunità, che non pretendono scuole di lingua né interscambi culturali. Non ci stupiamo. C’è infatti un obiettivo palese che accomuna le comunità islamiche e la sinistra, quello di imporre l’accettazione della cultura islamica sdoganandone i tanti, troppi, aspetti incompatibili con la nostra visione. Non abbiamo nulla contro questa cultura ma pretendiamo che nel nostro Paese chi è italiano, pur di origini straniere, o vuole diventarlo si adegui alle nostre leggi, alle nostre regole e al nostro modello sociale. Italiani a tutti gli effetti di religione diversa. Immaginiamo, infine, che la Giunta abbia verificato che le scuole di arabo non siano in realtà scuole coraniche dove secondo alcuni esperti si potrebbero rafforzare ideali radicali e principi incompatibili con i valori fondanti della democrazia italiana”.
Questa la replica di Antonella Celletti, responsabile EELL Lega, e di Enrico Sirotti Gaudenzi, capogruppo.