Cesenatico, ex Hotel Pino: via libera alla rigenerazione con l’80 per cento di cemento in meno

Un taglio drastico alle cubature e benefici economici diretti per la collettività che sfiorano i 700mila euro. È questo il cuore dell’accordo operativo sull’ex Hotel Pino, un’operazione che promette di cancellare un decennale punto di degrado per trasformarlo in un modello di rigenerazione urbana sostenibile. Il Partito Democratico di Cesenatico, attraverso una nota ufficiale diffusa oggi, esprime piena soddisfazione per un progetto che “restituisce valore alla città, superando la logica del semplice recupero edilizio”.

L’intervento si distingue per i numeri imponenti sul fronte della riduzione del cemento. Come evidenziato nel comunicato dem, il piano prevede un abbattimento verticale dei volumi edificati. “Dai 13.500 metri cubi esistenti si scende a meno di 3.000, con una riduzione di circa l’80 per cento dei volumi”, spiega la consigliera Passanese. Una scelta urbanistica precisa che si traduce in “meno costruito, più spazio libero, più permeabilità e maggiore qualità ambientale”, configurando un’operazione di forte interesse pubblico dove gran parte dell’area sarà restituita a verde.

Oltre all’aspetto volumetrico, l’accordo porta in dote risorse significative per le infrastrutture pubbliche. Il contributo ammonta a circa 600.000 euro, fondi che saranno destinati alla riqualificazione completa di via Leonardo da Vinci. Il pacchetto lavori comprende il rifacimento dei marciapiedi, l’ammodernamento dei sottoservizi e della fognatura bianca, opere che saranno realizzate direttamente dal Comune per garantire “tempi certi e controllo pubblico”. A questi si aggiunge un ulteriore contributo di 100.000 euro destinato all’Edilizia Residenziale Sociale (Ers).

Sulla coerenza con la pianificazione cittadina interviene il consigliere Nardiello, sottolineando come il progetto sia in linea con il Piano Urbanistico Generale (Pug): “Importante il 20 per cento di alloggi Ers e il recupero di un’area dismessa, inserita in modo armonico nel tessuto urbano”, commenta, ribadendo l’importanza di frenare il consumo di suolo.

L’operazione segna anche la fine di una lunga parentesi di abbandono. “Si risolve una situazione di degrado che durava da quasi vent’anni”, conclude il consigliere Drudi, ponendo l’accento sul recupero di “decoro, sicurezza e qualità urbana”. Un passo avanti concreto che chiude una ferita aperta nel tessuto di Cesenatico, puntando su standard energetici avanzati e una nuova vivibilità per il quartiere.