Viviamo in un mondo dove la gente è convinta di sapere tutto. Amletico dubbio: chi decide di farsi cremare, è consapevole che il forno crematorio non riduce il corpo in cenere? La maggioranza degli amanti del barbecue forever, è convinta che 800-1000 gradi Celsius siano sufficienti per trasformare un corpo in residuo polveroso. Non è così! La cremazione avviene in più fasi. Nella prima fase, Il corpo, previa spoliazione, viene posizionato in una bara in legno grezzo. La salma denudata dunque, viene spinta nel forno tramite delle guide metalliche, che la posizionano nella parte superiore del forno. Il forno crematorio è infatti solitamente diviso in due camere sovrapposte, separate l’una dall’altra da una griglia di materiale refrattario. Mano a mano che i corpi bruciano, i resti cadono progressivamente nella parte inferiore del forno, dove avviene l’ultima parte della combustione. I tempi della bruciatura vengono scanditi dai botti cagionati dallo scoppio dei denti e dalle cavità di alcune ossa. Ciò che si ignora (probabilmente perché gli addetti ai lavori preferiscono non comunicarlo) è che la ciliegina sulla torta horror arriva quando i frammenti ossei, vengono passati in uno strumento per la polverizzazione, noto tra gli addetti ai lavori come Cremulator. Macchinario eufemisticamente denominato Cremulator, in realtà un mega frullatore umano. Che ci sia di bello, di ecologico e di sacro a commiatare il mondo con siffatta macabra modalità, rimane un mistero di inesplicabile comprensione. Unica consolazione, è che eventuali residui metallici derivati da protesi metalliche o ceramiche, danno lavoro ai cosiddetti rigattieri della cremazione. Professione semi sconosciuta oggi, ma vista l’impennata del fenomeno, un lavoro sicuro domani!
Gianni Toffali
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