• Screenshot
  • Chi vota per chi. E chi non vota. Pagnoncelli disegna il corpo elettorale. … di Sergio Pizzolante

    Chi vota per chi.
    E chi non vota.
    Pagnoncelli disegna il corpo elettorale.
    Ci dice chi vota per chi.
    E ci dice che la metà degli italiani non vota.
    Intanto.
    Già nelle intenzioni di voto, quasi la metà degli italiani dichiara di non voler votare.
    E’ tanto. Perché poi nel voto reale, inevitabilmente, questa percentuale aumenta.
    Le campagne elettorali non inducono al voto.
    Sono diventate campagne delle preferenze, dove si possono esprimere, e/o di affidamento al leader di turno.
    Ma questo richiede una riflessione a parte.
    Perché è la fotografia di una profonda indifferenza non per la politica, non solo, ma per la democrazia.
    Vediamo chi vota.
    Primo dato.
    Fdi e Pd sono più alti delle elezioni politiche di 2 anni fa.
    Per il principale partito di opposizione significa, con i 5 stelle di poco sopra il 10, aver acquisito la centralità, la prevalenza indiscutibile dell’opposizione. Non era scontato.
    Significa anche però, che se stesso non basta per vincere le elezioni e che oltre se stesso ci sono solo cespugli e i 5 stelle, che vivono se distanti dal Pd. E il cespuglio più grosso, Avs, e’ il principale ostacolo per la crescita nei suoi settori di crescita: giovani e laureati.
    Per Fdi e Meloni.
    Non pagano i due anni di Governo.
    Come era successo a Renzi e Salvini.
    Ed è il fatto politico più rilevante.
    Anzi la Meloni cresce.
    Che significa? Significa che ha saldamente preso il posto che era di Berlusconi nel centro destra. Nella leadership, nell’ insediamento sociale, nella riconoscibilità internazionale.
    E intorno a se ha partiti più solidi degli alleati del Pd. E con un vincolo di alleanza solidissimo nonostante le apparenze.
    Esiste, lo ha creato Berlusconi, un elettorato di centro destra che si è cementato.
    Che è erede, in buona parte, del Pentapartito( moderato e anti sinistra e anti giustizialista), più Lega ed ex missini.
    Con variazioni interne ma con confini larghi e alti.
    Pensare di mettere sotto questo blocco, dichiarando questa gente fascista e ignorante e impresentabile e pensare alle scorciatoie giudiziarie o con politiche antimpresa e giustizialiste o politiche sui diritti civili, come somma di tutti di desideri delle classi più agiate, non funziona.
    Non funziona.
    La maggioranza degli italiani che vota ha ormai un vaccino potente. Per queste robe qui.
    Vediamo, a conferma di quanto sopra detto.
    Il Pd supera la propria media elettorale, di molto, fra i 6 e i 10 punti in più, tra i ceti medio alti e alti e fra i pensionati e gli anziani in genere.
    Il peggior risultato fra gli operai: 16%.
    E’ il partito dei ricchi, dei benestanti e dei garantiti.
    Una strana sinistra. Che scorrazza nei Talk.
    Fratelli d’Italia, come Forza Italia, sono alti fra imprenditori, liberi professionisti, commercianti, artigiani, operai. Sì operai.
    Ed è così da decenni. Una cosa ormai solida.
    Poi c’è Avs che prende i voti da laureati, insegnanti e studenti. Le piazze del dissenso rumoroso e pericoloso.
    La dice lunga sulle scuole italiane.
    Oltre la metà di chi vota 5 stelle è composta da persone disoccupate e con bassa scolarizzazione. Cioè da persone in attesa dello Stato, che sia reddito di cittadinanza o altro.
    Cioè, l’elettorato dal quale il Pd è più distante.
    Non per sensibilità e cultura, ma per insediamento sociale.
    E sono due cose che non si attaccano. Sono le cose più difficili da attaccare.
    E i Bersani e i Bettini non hanno colla a sufficienza.
    Fra i due popoli di sociale ci può essere solo l’invidia sociale e di politico solo l’antipolitica.
    C’è un solo punto di unione, il giustizialismo, che però è ciò che tiene solida la parte avversa.
    Questo è il quadro. Mi sembra.
    Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo
    Tutte le reazioni:

    136