Chissà se sono fischiate le orecchie a Ceccarini (tratto dal sito di Roberto Galullo)

  • Le proposte di Reggini Auto

  • Chissà se saranno fischiate le orecchie a Vittorio Ceccarini, l’italiano commissario della legge sammarinese che il 12 febbraio  ha abbandonato il consiglio giudiziario con una lettera di una fermezza che fa onore a chi indossa una toga. Lo ha fatto pochi giorni dopo le dimissioni di massa dei vertici della Banca centrale di San Marino, piena zeppa di altri maledetten italianen!

    DIMISSIONI A CATENA NELLA MAGISTRATURA

    Prima di lui altri due commissari (italiani) della legge sammarinesi, nel giro di un anno, hanno presentato le dimissioni: Alberto Buriani(che poi le ha fatte rientrare) e  Rita Vannucci(che ha tenuto duro fino a che non l’ha spuntata).

    Il motivo di tante dimissioni? Io un’idea ce l’ho: pressioni, l’indipendenza messa quotidianamente a rischio e un carico di lavoro (penale) insopportabile. Ma in fin dei conti le cose si sposano. Come in Italia. Ceccarini avrebbe avuto circa 300 fascicoli sulla sua scrivania a fronte di una media di 70. Vannucci non ne parliamo: nelle lettere di fuoco scambiate con il magistrato dirigente Valeria Pierfelici, le rinfaccia di arrivare all’alba in ufficio e saltare pranzi e feste comandate!

    Impossibile, in questo modo, svolgere il proprio ruolo. Non a caso, dopo le uscite di Vannucci, ci fu una nuova suddivisione del lavoro che, evidentemente, per alcuni non è sufficiente. Ma tanto Moneyval torna a settembre, i risultati si conosceranno dopo un anno circa e dunque in questi 18 mesi…toda vida toda beleza! Ma il Fondo monetario internazionale ha il fucile spianato e sfidare la sorte può essere rischioso. E Tre-Monti ha le truppe della Gdf schierate alla frontiera-colabrodo…

    Senza tener conto di altre coincidenze. Come quella per il quale fascicolo “Popi-Bossone & c” dimissionari arrabbiatissimi dalla Banca centrale, è finito nelle mani di Laura Di Bona il nuovo commissario della legge in forza presso il Tribunale della Repubblica di San Marino a conclusione del concorso effettuato con procedura d’urgenza a seguito della crisi creatasi con le vicende Buriani e Ceccarini.

    Di Bona ricopre l’incarico dal 20 luglio 2009 ma il suo incarico è a termine. Il terminale naturale, se non fosse accaduto tutto il putiferio che è accaduto nei mesi scorsi, sarebbe stato Buriani. Si proprio colui il quale è stato attaccato a San Marino perché…troppo rapido nel rispondere alle rogatorie (guarda caso c’era di mezzo un politico) e attaccato dagli stessi avvocati sammarinesi in compagnia del collega Ceccarini. Di Bona, ne sono tutti certi, lavorerà con saggezza ma certo la bomba che le è capitata tra le mani è di quelle che valgono la riconferma (che arrivera nel 2012, se non erro, dopo la verifica del consiglio giudiziario e del consiglio generale grande). Chi la stima ancor di più, dice che De Bona è una pupilla del magistrato dirigenteValeria Piefelici, che dopo la modifica alla legge che rende più agevole il quorum nelle votazioni, ha la strada spianata alla riconferma nel ruolo dopo circa 7 anni di permanenza. Viva il ricambio: come in Italia!

    LE ORECCHIE DI CECCARINI

    Chissà se gli saranno fischiate le orecchie a Ceccarini perché mentre lui sbatteva la porta con eleganza tutta italiana in una nazione (San Marino) in cui l’odio nei confronti degli italiani è crescente e palpabile, altri due magistrati che fanno onore alla toga, Fabio Di Vizio e Marco Forte, il 10 febbraio, vale a dire due giorni prima delle dimissioni di Ceccarini e nel pieno della bolgia che investiva la Banca centrale sammarinese, ha spedito proprio a Vannucci una nuova rogatoria dopo quella presentata il 10 agosto 2009 e le tre integrazioni del 15 settembre, del 2 e del 10 ottobre.

    RICHIESTA OBBLIGATA

    Una nuova rogatoria resa indispensabile dopo che la Giustizia sammarinese ha blindato il segreto bancario e ha sgambettato Forlì che indaga su ipotesi di riciclaggio, abusivismo bancario e finanziario, evasione fiscale, appropriazione indebita e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza.
    Il 9 dicembre il giudice per la terza istanza penale della Repubblica di San Marino, Lamberto Emiliani – come ho scritto sul Sole-24 Ore del 13 dicembre 2009 – ha infatti  riavvolto il nastro della rogatoria presentata il 10 agosto 2009 dalla Procura di Forlì titolare dell’inchiesta Varano, che ai primi di maggio ha portato all’arresto dei vertici della Cassa di Risparmio di San Marino e del gruppo italiano Delta, proprio con l’accusa che la prima (banca extracomunitaria) controllasse illecitamente il secondo. La terza istanza penale della Repubblica, nella sentenza sul caso Asset, si era espressa in maniera sostanzialmente opposta, affermando che non toccava a San Marino sindacare le tecniche di indagine delle procure italiane.
    I pm forlivesi Fabio Di Vizio e Marco Forte hanno incassato un colpo destinato a rendere di fatto inutile la richiesta – scrissi sul Sole il 13 dicembre – nonostante il Commissario per la legge sammarinese, Rita Vannucci , il 21 ottobre l’avesse ammessa.

    IL NO DI SAN MARINO

    Vale la pena di riportare integralmente quell’articolo perché non tutti quelli che leggono il Sole leggono il mio blog ma, soprattutto, la Rete ha una vita “eterna” che la carta stampata non ha. Ed è giusto dunque che quanti più lettori sappiano e leggano.

    Al via libera del Commissario Vannucci si è opposto il Procuratore del Fisco sammarinese, Roberto Cesarini, che si è rivolto alla “Consulta” sammarinese.
    Quest’ultima – con una sentenza articolata in 24 pagine – si è esercitata in un esercizio di equilibrismo sul filo del diritto sammarinese. Ha dapprima respinto la seconda articolazione della richiesta di rogatoria, per la quale la Procura di Forlì avrebbe potuto direttamente ascoltare, in regime di segretezza, persone informate dei fatti. Il giudice per la terza istanza ha però concluso che la procedura eluderebbe garanzie individuali ineludibili, attuando un procedimento probatorio improprio, e sarebbe contraria a diritti di difesa riconosciuti da principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese e garantiti da norme costituzionali e da leggi ordinarie.
    Dopo aver sconfessato il Commissario Vannucci, che aveva autorizzato la procedura per tutte le ipotesi di reato riconoscendo per la prima volta la punibilità dei reati in ambo i Paesi, il giudice per la terza istanza è andato oltre, invitando Vannucci a concordare con i pm forlivesi l’eventuale ritorno alla prima procedura di rogatoria, sospesa per esperire la seconda, poi bocciata.
    Qui la sentenza compie un capolavoro. In prima battuta infatti la Procura italiana aveva chiesto assistenza giudiziaria a San Marino per acquisire in copia tutta la documentazione necessaria. Per il diritto sammarinese, però, l’acquisizione di documentazione bancaria equivale a un sequestro e dunque obbliga non solo a fornire agli indagati (prima che ai Pm) la notizia, ma anche la presa visione degli atti richiesti.

    Di fronte a questa procedura i Pm avevano risposto duramente: «Sussiste esigenza di assoluta riservatezza con riferimento a tutti i dati per i quali sono state domandate acquisizioni documentali nell’ambito della richiesta di assistenza giudiziaria, esigenza allo stato ostativa rispetto alla ostensibilità di essa (nelle sue diverse articolazioni) agli interessati ad eventuali reclami». Motivo per il quale questa prima modalità di rogatoria era stata sospesa e la Procura di Forlì, sperando in un miglior esito, aveva avviato la proposta di interrogare teste e indagati.

    L’IMPOSSIBILE QUADRATURA DEL CERCHIO

    Il cerchio – dunque – non può chiudersi, scrivevo sul mio giornale, in quanto la Procura non ha alcun interesse a chiedere atti che sarebbero mostrati innanzitutto agli indagati e a tutti coloro che potrebbero entrare successivamente nell’inchiesta, come a esempio i mafiosi e i prestanome delle mafie ai quali la Procura di Forlì sta dando la caccia. A maggior ragione dopo che – con una nota riservata inviata il 28 ottobre alla Procura nazionale antimafia – il Procuratore Piero Grasso

    è stato informato che un numero enorme di flussi finanziari sarebbe riconducibile a persone legate direttamente o indirettamente alla Camorra campana e alla ‘ndrangheta calabrese. Del resto la stessa rogatoria era stata spedita a San Marino d’intesacon la Procura antimafia che, alla luce degli ultimi sviluppi, non riesce a trattenere la rabbia per una decisione che di fatto rende inutili i passi di collaborazione fatti verso San Marino.

    NUOVA ROGATORIA A SORPRESA

    Questo è quanto scrissi.

    E invece, a sorpresa, Di Vizio e Forte mi smentiscono e spediscono una nuova richiesta. Bella sorpresa!

    La smentita, però, è apparente perché in realtà la nuova richiesta è dimezzata. Incredibilmente dimezzata.

    Fuori dalla rogatoria resta infatti la parte più importante: quella che riguarda la possibilità di indagare sui reati di mafia e su conti e personaggi mafiosi. Nella rogatoria, insomma, restano solo gli altri “reati”, quelli che, nonostante l’importanza, potrei definire “bagatellari” rispetto a quelli che riguardano la pervasività della mafia nelle economie (poi vedremo di cosa si tratta).

    Ma questo vuol dire che la Procura di Forlì si è arresa? Tutt’altro siorisiore. Vuol dire che le prove che sta assumendo e raccogliendo, prescindono dalla gentile concessione di San Marino.

    Nella nuova richiesta di rogatoria, spedita a Rita Vannucci, fresca e riposata dopo un viaggio di piacere in Brasile, il tono dei due pm mette a nudo il vero scandalo sammarinese: la pervicacia di un segreto bancario che viene prima di ogni altra cosa.

    AD OGNI MODO…

    “…A ogni modo – si legge nella rogatoria-bis –  anche in esito alla riunione di coordinamento (omissis..) tra la Procura di Forlì e la Procura nazionale antimafia, tenuto conto degli sviluppi investigativi intervenuti che riducono gli ambiti di necessaria assoluta riservatezza dell’azione investigativa, si chiede, pertanto, a codesta Autorità giudiziaria – qualora gli atti necessari allo scopo rientrino tra i poteri e le attribuzioni di codesta Autorità giudiziaria – di...”

    E su quello e su altri omissis leggerete nel prossimo psto, fra qualche giorno

    STRALCI DEL NUOVO TESTO DELLA ROGATORIA

    E che cosa c’è dopo quei puntini di sospensione (si chiede pertanto di…)?

    C’è la richiesta di quel che segue:

    1) …accertare l’identità e la residenza anagrafica delle persone nominativamente indicate (omissis ma i nomi e i cognomi li ho gelosamente conservati nella cassaforte perché magari ne appare qualcuno nuovo e a sorpresa ndr) e accertare e acquisire la documentazione dalla quale risulti la data di assunzione dell’incarico o della carica assunto/indicata a fianco dei loro nomi;

    2) acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare tutti i verbali dei Cda della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino-Sums, della Crrsm e della Carifin dall’1.1.2004 sino al 5.5.2009

    3) acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale (dossier intero, necessariamente estratti di conto corrente, assegni versati ed emessi, distinte di versamento e prelevamento, altre contabili ecc.) relativa ad ogni tipo di rapporto bancario, finanziario e fiduciario intrattenuto con la Crrsm e con la Carifin dalle persone fisiche e giuridiche dappresso indicate, nel periodo dall’1.11.2004 al 5.5.2009 (i nomi e i cognomi, come sopra, li tengo gelosamente custoditi a prova di bomba ndr);

    4) acclarare (omissis) l’identità anagrafica e la residenza dei reali fiducianti ovvero titolari effettivi dei conti, rapporti e delle posizioni fiduciarie intestati/e fiduciariamente a Carifin, accesi/in essere presso quest’ultima impresa, presso la Crrsm e presso Agata Fid (omissis); acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/conti/posizioni fiduciarie (dossier intero, mandato fiduciario, estratti di conto corrente ovvero note riepilogative della movimentazione delle relative posizioni fiduciarie, degli assegni versati ed emessi, delle distinte di versamento e prelevamento, altre contabili ecc.) nel periodo dall’1.11.2004 al 5.5.2009;

    5) acclarare (omissis) l’identità anagrafica e la residenza dei reali fiducianti ovvero titolari effettivi della posizione “conto terzi” (ammontante a circa 70 milioni di €) accesa a favore della Crrsm presso Eunice Sim, gestita secondo logica fiduciaria direttamente presso Crrsm, e della posizione dei titoli intestati ad Agata Fid (ammontante a circa € 98 milioni), con posizione accesa presso (omissis) ma con titoli subdepositati presso Crrsm e con pegno irregolare a favore di quest’ultimo istituto (come emerge dal rapporto della Vigilanza della Banca d’Italia in esito all’ispezione eseguita presso il gruppo Delta…omissis… e l’audizione del dott….omissis il…omissis…; acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancarie, finanziarie e fiduciarie nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009;

    6) accertare se …omissis…ovvero le persone o le imprese indicate…omissis… sia/no titolare/i di rapporti bancari, finanziari con Crrsm con Carifin; in caso positivo, acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.1.2004 al 5.5.2009;

    7) accertare se i fiducianti di Agata Fid (persone o le imprese indicate…omissis…) siano titolari di rapporti bancari, finanziari con Crrsm e con Carifin aperti presso queste realtà sammarinesi, oltre a quanto indicato …omissis…; acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009;

    8) accertare se (seguono nomi di persone e società che ometto ma che sono nella solita cassaforte) siano titolari di rapporti bancari, finanziari con Crrsm e con Carifin; in caso positivo, acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.1.2004 al 5.5.2009

    Bene cari amici italiani e sammarinesi. Finisco qui ma tra qualche giorno leggete il seguito, a partire da molti omissis. Perchè non è finita qui…ne leggerete delle belle sul fronte mafia & zone limitrofe.

    Io, nel frattempo, leggerò gli insulti che i sammarinesi mi riverseranno…Tranquilli. Nella prossima puntata commenterò anche quelle. Ho le spalle enormi.

    1. to be continued

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