La notte delle stelle di Los Angeles ha incoronato le migliori produzioni cinematografiche dell’anno solare, in una novantottesima edizione segnata da record storici, assenze illustri e immancabili prese di posizione. Il bilancio finale dell’Academy ha premiato in modo particolare la pellicola “Una battaglia dopo l’altra”, diretta da Paul Thomas Anderson, che si è aggiudicata il titolo di miglior film.
Il lungometraggio dalle tematiche politiche ha conquistato sei riconoscimenti complessivi. Oltre al premio principale, la giuria ha celebrato la regia dello stesso Anderson, il quale ha voluto omaggiare la memoria del produttore e storico collaboratore Adam Somner, scomparso nel duemilaventiquattro. L’opera, basata sugli scritti di Thomas Pynchon, ha trionfato anche per la sceneggiatura non originale, per il montaggio curato da Andy Jurgensen e nella neonata categoria dedicata al casting. L’ennesima statuetta è andata a Sean Penn come miglior attore non protagonista, sebbene l’artista abbia disertato la kermesse per recarsi, secondo indiscrezioni della stampa estera, nei territori dell’Ucraina in segno di solidarietà. È rimasto invece a mani vuote l’interprete principale Leonardo DiCaprio.
A superare DiCaprio e gli altri candidati nella corsa al premio come miglior attore protagonista è stato Michael B. Jordan. L’attore ha siglato un primato assoluto nella storia della competizione, vincendo grazie alla doppia interpretazione dei gemelli protagonisti in “Sinners”. L’opera sui vampiri firmata da Ryan Coogler, che partiva con il record di sedici candidature, ha chiuso la serata con quattro trofei. Sul fronte dei ruoli femminili, il riconoscimento per la migliore attrice non protagonista ha premiato la carriera della settantacinquenne Amy Madigan, protagonista di un’inusuale vittoria per il genere horror grazie alla pellicola “Weapons”.
La cerimonia ha riservato un momento di gloria anche per l’Italia grazie alla produttrice bolognese Valentina Merli, vincitrice per il miglior cortometraggio live action con “Two People Exchanging Saliva”, premiato in condivisione con “The Singers”. Dal palco, i registi dell’opera hanno ringraziato per la valorizzazione di un lavoro incentrato sulla riscoperta dell’intimità e caratterizzato da tematiche queer. La serata ha inoltre segnato un traguardo musicale: il brano “Golden”, tratto dall’opera animata “KPop Demon Hunters”, è diventato il primo pezzo in lingua coreana a conquistare il premio per la miglior canzone originale.
L’evento ha offerto anche spunti di cronaca. Il conduttore Conan O’Brien ha aperto lo spettacolo con un monologo pungente, ironizzando sulla totale assenza di interpreti britannici in gara con un implicito riferimento agli scandali sessuali d’oltreoceano. Durante la premiazione della pellicola norvegese “Sentimental value” come miglior film internazionale, il regista Joachim Trier ha lanciato un appello agli elettori affinché sostengano politici attenti ai bisogni dell’infanzia. Nella medesima occasione, l’attore spagnolo Javier Bardem ha calcato il palco sfoggiando scritte contro i conflitti armati e a sostegno della causa palestinese direttamente sui propri indumenti.
Il riepilogo dei premi assegnati:
- Miglior film: “Una battaglia dopo l’altra”
- Miglior regia: Paul Thomas Anderson (“Una battaglia dopo l’altra”)
- Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan (“Sinners”)
- Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan (“Weapons”)
- Miglior attore non protagonista: Sean Penn (“Una battaglia dopo l’altra”)
- Miglior film internazionale: “Sentimental value” (Norvegia)
- Miglior sceneggiatura non originale: “Una battaglia dopo l’altra”
- Miglior montaggio: Andy Jurgensen (“Una battaglia dopo l’altra”)
- Miglior casting: Cassandra Kulukundis (“Una battaglia dopo l’altra”)
- Miglior canzone originale: “Golden” (“KPop Demon Hunters”)
- Miglior cortometraggio: “Two People Exchanging Saliva” e “The Singers” (ex aequo)
- Miglior fotografia: Autumn Durald Arkapaw (“Sinners”)
- Miglior sonoro: Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo e Juan Peralta (“F1 – Il film”)
- Miglior colonna sonora: Ludwig Goransson (“Sinners”)
- Miglior documentario: “Mister nobody against Putin”
- Miglior cortometraggio documentario: “All the empty rooms”
- Migliori effetti visivi: Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett (“Avatar – Fuoco e cenere”)
- Miglior scenografia: Tamara Deverell e Shane Vieau (“Frankenstein”)
- Miglior trucco e acconciatura: Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey (“Frankenstein”)
- Migliori costumi: Kate Hawley (“Frankenstein”)
- Miglior corto animato: “The girl who cried pearls” (di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski)
- Miglior film animato: “KPop Demon Hunters” (di Maggie Kang e Chris Appelhans)












