Cittadini, guardiamo il Paese così com’è e chiediamoci, con sincerità, se questo governo sta davvero lavorando per noi. … di Maurizio Tamagnini

A un certo punto le spiegazioni non bastano più. I fatti sono sotto gli occhi di tutti.
E io lo dico senza giri di parole, mi sono stancato.

È legittimo domandarsi come un governo nato fragile possa continuare a reggere tra contraddizioni evidenti, conflitti interni permanenti e scelte che cambiano continuamente direzione.

La maggioranza procede per inerzia. Non per visione, non per strategia, ma perché sembra più spaventata di cadere che preoccupata di governare.

Anche chi, fino a poco tempo fa, parlava di “questione morale”, oggi tace, mentre si pianificano nuovi progetti come se il presente non fosse già paralizzato.

I fatti parlano da soli. Provvedimenti annunciati e rinviati, riforme impostate senza studi di impatto seri, decisioni che modificano la struttura dello Stato senza consultare chi vive qui.

In un micro-Stato come San Marino, questo non è amministrare ma è paralizzare il Paese.

Gli interventi di inizio legislatura lo dimostrano. L’emergenza casa è stata affrontata senza nemmeno capire dove fossero le abitazioni disponibili; criteri di calcolo dei canoni discutibili e risultati che non hanno raggiunto equità alcuna.

Poi l’accordo con l’Unione Europea, avviato come se un referendum del 2013 non avesse mai segnalato un chiaro “no” della cittadinanza, ignorando la storia, la sovranità e la capacità reale del Paese di reggere migliaia di nuove norme esterne.

Sul fronte della trasparenza, le ombre sono troppe.

Operazioni finanziarie, rapporti con soggetti esterni, tutto formalmente corretto, ma comunicato male, spesso nascosto dietro il velo dell’ufficialità.

E allora mi chiedo, senza polemica: fuori dai confini come veniamo percepiti?

Chi dialoga davvero con il governo di San Marino?

Chi detta le priorità?

Maurizio Tamagnini