Non possiamo più permetterci di restare in silenzio, aspettando passivamente di vedere “come andrà a finire”. Le decisioni che si stanno prendendo oggi, senza un vero confronto pubblico, avranno un impatto diretto sul nostro futuro, sulla nostra identità, sulla sicurezza delle nostre famiglie e sulla stabilità della nostra Repubblica.

Ci viene chiesto di accogliere persone che non fuggono più da una guerra, ma che sono già in Europa, ospitate in strutture sicure. Eppure, mentre si trovano soluzioni per loro, ci sono famiglie sammarinesi che vivono senza casa, senza lavoro, senza prospettive.
È giusto tutto questo? È giusto che i costi di queste scelte ricadano su di noi, senza che nessuno ci abbia chiesto un parere?
Chi solleva dubbi viene etichettato come razzista o xenofobo.
Ma noi non odiamo nessuno. Noi chiediamo solo rispetto. Rispetto per chi ha costruito questa terra, per chi la abita, per chi la ama.












