“Come fa a dormire la notte?”. Renzi inchioda Conte su Ischia

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  • Non si placa lo scontro a distanza tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte, arrivati ai ferri corti dopo la caduta del governo giallorosso che ha portato Mario Draghi a Palazzo Chigi al posto dell’avvocato. A scatenare l’ennesimo botta e risposta tra i due negli ultimi giorni è stata la tragedia di Ischia per la frana che ha travolto le case a Casamicciola. L’ex sindaco di Firenze è tornato a sganciare una bordata contro l’articolo 25 del decreto legge 28 settembre 2018 che recita “definizione delle procedure di condono“, risalente all’esecutivo gialloverde guidato da Conte.

    Renzi sferza Conte

    Renzi, nell’intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale, ha annotato che le responsabilità sul disastro avvenuto sull’isola “sono collettive” e dunque in alcuni casi riguardano “anche dei cittadini“. Ma allo stesso tempo ha voluto tirare in ballo le scelte politiche compiute nel passato, dalla decisione di promuovere un condono alla chiusura dell’Unità di missione sul dissesto idrogeologico. In tal senso è stato tranchant: “Conte giustifica tutto, assorbe tutto, incassa tutto con un’ipocrisia incredibile“.

    Come al solito il leader di Italia Viva non ci ha girato attorno e ha sferrato un attacco durissimo all’indirizzo del presidente del Movimento 5 Stelle, citando in causa l’articolo 25 del Decreto Genova scritto nero su bianco sul sito della Gazzetta Ufficiale: “Mi domando come faccia a dormire la notte quando pensa al fatto di aver chiuso l’Unità di missione o firmato il condono. Giuseppe Conte si deve vergognare“.

    Dopo poche ore dalla tragedia erano iniziati a circolare diversi video di quattro anni fa quando Renzi, sia nelle interviste in televisione sia nell’intervento al Senato, metteva in guardia sui pericoli che si potevano correre con un condono. Ad esempio il 14 novembre 2018, intercettato dai microfoni di Tagadà su La7, aveva avvertito Conte: “Il condono è una schifezza, è una vergogna totale. Di abusivismo si muore. È molto grave. È una cosa che disintegra la vita delle persone. Chi sceglie il condono oggi si mette dalla parte dell’illegalità“.

    La bordata al Pd

    Il numero uno di Italia Viva ne ha anche per il Partito democratico, che ha intrapreso la strada del Congresso che il prossimo anno terminerà con l’elezione del nuovo segretario. Tuttavia non vi è alcuna certezza che un nuovo leader possa automaticamente risollevare le sorti di una formazione politica in grossa difficoltà. I sondaggi fotografano un crollo progressivo: il M5S ha ormai sorpassato i dem, che invece giorno dopo giorno continuano a lasciare voti per strada.

    Renzi comunque non vuole intromettersi nelle vicende interne del Pd: “Qualsiasi dichiarazione facessi sarebbe strumentalizzata. Aspettiamo febbraio, vediamo chi vincerà e poi ci confronteremo con il nuovo segretario“. Anche se non ha mai nascosto una serie di apprezzamenti per Stefano Bonaccini. E ha lanciato una frecciatina finale, una sorta di avviso sul futuro del Partito democratico che – a suo giudizio – si prospetta marginale: “Tanto il futuro siamo noi del Terzo Polo“.


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