COMMERCIO: LE IMPRESE OTTIMISTE PER IL FUTURO

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  • Una reazione alla crisi economica sostanzialmente opposta quella delle aziende del comparto commerciale sammarinese. Questo scaturisce dall’analisi congiunturale presentata dalla Camera di Commercio S.p.A. nel mese di aprile, che ha preso in considerazione un campione rappresentativo di circa 400 aziende del territorio per testare l’impatto della crisi  nel primo trimestre del 2009.

    Se da una parte infatti molte imprese del settore mostrano un sentiment di incertezza, ve ne sono altre che cercano di investire guardando ad un orizzonte di medio-lungo periodo in cui le attese sono di una ripresa dello scenario economico internazionale.

    “E’ fondamentale sottolineare come tra il 25% delle imprese che pianifica investimenti vi siano attese di aumento dei profitti e della domanda – ha commentato Simona Michelotti, Presidente della Camera di Commercio – perché significa che il settore sta cercando di reagire positivamente alla crisi e guarda al futuro con ottimismo e spirito d’iniziativa”.

    Se la maggioranza ha infatti deciso di non investire, resiste un 13% per cui la pianificazione degli investimenti è solo posticipata e un 25%  che manifesta l’intenzione di effettuarne alcuni destinati ad azioni di marketing e comunicazione (42.1%), all’acquisto di nuove attrezzature (23.6%) e alla formazione del personale (20%). 

    Un fattore senza dubbio importante è quello delle relazioni con l’estero, che rappresentano un fatturato medio pari al 60% per le imprese del commercio sammarinese. E’ lecito quindi attendersi che gli imprenditori monitorino con attenzione l’evoluzione della situazione economica globale, anche se il 70% di loro non ha una visione particolarmente ottimistica dei possibili esiti della crisi. Questo incide inevitabilmente sulla strategia di breve periodo delle imprese.

    L’indicatore del clima di fiducia si attesta su 69.8 punti all’interno di un intervallo da 0 a 200 in cui 100 segna la sufficienza –  più basso di 13 punti rispetto alla media italiana e di ben 22 punti rispetto a quella europea – e segnala perciò un alto livello di criticità del settore durante i primi mesi del 2009. Criticità che il 53.1% degli operatori imputa alla domanda insufficiente, che ha contribuito altresì a tenere basso il livello delle aspettative di vendita per i mesi successivi (77.9 punti).