Commissariamento PRADOFIN. Obiettivo fermare Gianluca Bruscoli: pare essere questo il motivo del provvedimento adottato

(…) Pare, ma il condizionale è d’obbligo, che durante le perquisizioni che si sono ripetute dal 10 febbraio scorso a Fiorina, dalla sede della Pradofin siano state asportate dalle forze dell’ordine una decina di classificatori, e cioè la totalità della documentazione di una società finanziaria poco attiva ma comunque legata alle sorti più complesse della Banca Commerciale.

L’obiettivo del provvedimento infatti sarebbe quello di ‘mettere alle strette’ Gianluca Bruscoli, da sempre uomo chiave della Banca Commerciale, ma che, come confermato dal Segretario per gli Affari Esteri, non risulta indagato in alcuna inchiesta e quindi può continuare a ricorprie l’incarico diplomatico assegnatogli nel 2002 come consigliere d’ambasciata in Libia.

Il provvedimento, annunciato ieri da Banca Centrale nei confronti di Pradofin, potrebbe essere stato motivato dal punto a) dell’articolo 78 della Lisf che indica il motivo delle “gravi irregolarità nell’amministrazione ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative, statutarie o dei provvedimenti dell’autorità di vigilanza che ne regolano l’attività”. Anche se la decisione potrebbe associarsi alla strategia messa in atto da Banca Centrale di depotenziare l’azione di quelle finanziarie in stretto contatto con Banca Commerciale, dato che ieri si era diffusa la notizia di un altro commissariamento di una società che vanta depositi molto importanti in Bcs. L’insussistenza degli elementi per definire un simile provvedimento avrebbero poi fatto desistere i vertici di Banca Centrale dal mettere in atto un’altra clamorosa azione. La Prado Fin è comunque in attesa di conoscere la decisione d’appello relativa al provvedimento già avviato nel 2010 per chiederne la liquidazione. SM WORLD