Comunicato Congresso su irruzione Finanza nel Consolato di Rimini

  • Le proposte di Reggini Auto

  • Nella conferenza stampa indetta nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 21 luglio, i Segretari di Stato Antonella Mularoni, Gabriele Gatti e Marco Arzilli hanno espresso il loro risentimento sull’accaduto di oggi presso la sede del Consolato di San Marino a Rimini, di cui il sito Internet del Sole 24 Ore riportava informazioni fuorvianti e inesatte già dalla mattinata.

     

    I tre esponenti di Governo hanno rimarcato che al momento dell’inizio della conferenza stampa presso il Consolato di Rimini non era in atto nessuna perquisizione, smentendo dunque le informazioni divulgate dal notiziario on-line. Risponde invece al vero la presenza, alle ore 18 di oggi, della Guardia di Finanza di Roma nella sede consolare sammarinese che ha consegnato nelle mani del Console Maurizio Battistini un mandato di perquisizione nei confronti di una persona domiciliata fiscalmente presso il Consolato che detiene alcune società a San Marino. “La domiciliazione fiscale presso il Consolato di Rimini è una prassi” – sottolinea il Segretario Mularoni – “conforme ad una circolare del 2001 prevista dall’Agenzia delle Entrate e concordata con l’Agenzia delle Entrate di Rimini”, e aggiunge: “mi auguro che si tratti di un equivoco interpretativo, in quanto presso la sede consolare è custodita esclusivamente la pratica di acquisizione del domicilio fiscale in Italia per le nostre aziende che operano in territorio italiano, così come gli elenchi delle società domiciliate, e non, invece, altri documenti di natura economica”.

     

    Il Segretario di Stato Mularoni ha manifestato forti dubbi sulla legalità delle misure intraprese dalle Fiamme Gialle: “San Marino è sempre stato disposto a collaborare nel rispetto della legge e rileviamo comportamenti al di fuori delle regole privi di ogni fondamento”. Le fa eco il Segretario Gatti, che aggiunge come “in casi come questi, di intollerabile abuso di potere, la nostra statualità debba sempre essere difesa e le regole debbano essere rispettate, non solo dal nostro Stato ma anche dall’Italia”.

     

    In ballo c’è una rogatoria internazionale partita dal Tribunale di  Roma nel febbraio 2009 ed evasa dal Tribunale sammarinese in due distinte tranches, in primavera e a giugno scorsi. In merito a questo punto il Segretario di Stato Arzilli ha accennato all’intensa collaborazione prestata dall’Ufficio Centrale di Collegamento e definisce l’atteggiamento italiano “difficile da accettare, soprattutto in questa fase di rinnovamento, che vede il Paese seriamente impegnato a guardare avanti, incamminato su una strada che richiede grossi sforzi e sacrifici”.

     

    I tre componenti l’Esecutivo hanno riferito di aver già allertato gli interlocutori italiani – l’Ambasciatore d’Italia, il Ministero delle Finanze e la Farnesina – per la richiesta di chiarimento rispetto ad un attacco ingiustificato e pretestuoso di cui non sussistono motivazioni attendibili, e che – auspica il Rappresentante degli Esteri –  “ci auguriamo sia dettato dalla buona fede”.

     

    “Non deve essere questo motivo di guerra con l’Italia” – conclude il Segretario Gatti – “ma momento opportuno per chiarire la spiacevole situazione venutasi a creare”.