Comunicato del Congresso di Stato sul 1° Maggio

Mai come in questo periodo la ricorrenza del 1° maggio assume un significato tanto pregnante.

Il momento delicato che il Paese sta vivendo richiede oggi una riforma culturale del lavoro, nuove norme, una mentalità diversa; se le regole nuove saranno create insieme, allora si potrà migliorare.

La priorità è creare un nuovo progetto di modello economico ancorato al territorio, effettivo e sostenibile, in un’ottica di rapporti internazionali virtuosi. Per far ciò occorre però il coinvolgimento di tutti i settori dell’economia reale che, seppur oggi in difficoltà, costituiscono la spina dorsale del Paese.

I settori dell’industria, del commercio, del comparto turistico-alberghiero, artigianale, il settore bancario e finanziario e quello dei servizi assicurativi – cui va riconosciuto il ruolo di settori fondanti e trainanti l’economia – vanno difesi, sostenuti e indirizzati, non più singolarmente considerati, bensì come facenti parte di un unico sistema.

La situazione attuale è difficile, ma la base economica del Paese è solida e sana e su questa va costruito il nuovo modello economico: un modello che esca dai ristretti confini del nostro territorio per aprirsi al mercato europeo e mondiale sulla base di regole chiare, condivise e virtuose. Per realizzare questo grande cambio di passo è necessario però il contributo di tutti i lavoratori e di tutte le forze sociali.

Il lavoro deve tornare a essere un valore che unisce i lavoratori, e non che li divide; solo attraverso la coesione sociale le nuove regole del rinnovato modello economico potranno trovare attuazione.

Non è l’assistenzialismo – pur necessario in una fase di passaggio e transizione – che crea la  ricchezza di un Paese e un’economia solida e duratura; sono invece i valori condivisi dell’impegno e del sacrificio di ogni singolo lavoratore consapevole di operare per un obiettivo collettivo che è il bene comune: lavorare anche per dare a tutti un’opportunità di lavoro creando così lavoro.

Il compito di questa Segreteria di Stato sarà quello di rilanciare il senso di solidarietà e appartenenza allo Stato in un nuovo modello di sviluppo economico che sappia contemperare le giuste esigenze di flessibilità delle imprese con le imprescindibili garanzie di tutela del lavoro e dei lavoratori, aprendo altresì nuove prospettive per i giovani; il tutto in un quadro di sviluppo internazionale dell’economia.

San Marino, 29 aprile 2011/1710 d.F.R.

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