CONSIGLIO CONFEDERALE CDLS: Dalla crisi si esce con i contratti

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  •  “L’economia si rilancia con i contratti”. E’ questo l’appello lanciato dal consiglio confederale della CDLS, che nel pomeriggio di giovedì ha tenuto il punto sulla campagna Rompiamo l’immobilismo per uscire dalla crisi. Appello diretto all’associazione industriali e al governo.

    Spiega il segretario CDLS, Marco Beccari: “La pazienza è finita. In tutta Europa le risposte alla recessione internazionale sono state univoche: potenziamento delle protezioni sociali,  misure di stimolo ai consumi e  sostegno ai redditi fissi. A San Marino c’è invece il tentativo di scaricare i costi della crisi esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. E il primo risultato sui bilanci delle famiglie sammarinesi è stato la diminuzione del 2% dei consumi”.

    “Sono ormai cinque mesi – continua Beccari – che abbiamo sottoscritto l’accordo al tavolo tripartito. Una iniziativa ideata e  promossa dal Congresso di Stato, che ha trovato la nostra piena e  convinta adesione. Una iniziativa utile per mettere in campo misure anti-crisi e progetti di rilancio economico. Dalla firma di quell’accordo l’Anis si è inopinatamente sottratta, provocando una situazione di stallo che si ripercuote prima di tutto sui lavoratori dell’industria e delle banche”.

    Insiste il segretario CDLS: “La pazienza è finita”. Per questo il consiglio confederale ha condiviso e approvato gli obiettivi della campagna di mobilitazione Rompiamo l’immobilismo,  che culminerà alla vigilia delle festività natalizie con lo sciopero generale.

    “Compito del sindacato non è proclamare gli scioperi, il nostro mestiere è fare accordi”, sottolinea Marco Beccari. “Per questo ribadiamo la nostra completa disponibilità a ritrovare la strada del dialogo. Il tavolo tripartito è nato per rispondere alla crisi con senso di responsabilità e coesione sociale, ma i continui e incomprensibili altolà dell’associazione industriali al rinnovo del contratto e alla riforma degli ammortizzatori sociali stanno paralizzando il Paese. Così non si esce dalla crisi”.