Conte cantastorie, Vauro Ciao e la Murgia: quindi, oggi…

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  • – prima intervista di Conte dall’addio a Palazzo Chigi. Non è cambiato nulla, nel senso che parla parla ma di visione per ora se ne intravede davvero pochina. In sintesi: inconcludente

    – Conte sul nuovo Movimento sembra un mezzo cantastorie. Dice cose ma non è che si capisca granché. Il suo partito avrà “un respiro ampio e internazionale”, dialogherà “con la società civile e le componenti sane del Paese”, si rivolgerà “a tutti i ceti produttivi”, compresi servizi, commercio, pmi e partite iva. Praticamente tutto e niente. E poi? Smetterà di dire “no pregiudiziali” (anche al ponte sullo stretto?), combatterà “mafia e corruzione” (maddai), punterà alla “sostenibilità ambientale” (ambè) e cercherà rendere il Paese “più vivibile ed equo per i giovani, le donne e le persone non autosufficienti” (ma che bello). Un libro dei sogni, come tutti i partiti, solo detto in modo ancora più aleatoria. Auguroni

    – prime avvisaglie di divorzio tra Conte e Draghi. Che nel M5S ci sia irritazione per alcune scelte dell’esecutivo è evidente, tanto che presto potrebbe addirittura rompere sulla giustizia o sulla manovra. Però Giuseppi mio, suvvia. Ma come fai a dire che nel Paese c’è stato “disorientamento” a causa “dell’emarginazione dell’Autorità anticorruzione”? Cioè, voglio dire: metà degli italiani manco saprà che esiste

    Murgia ci tiene a definirci tutti razzisti. E per dimostrare la xenofobia strisciante nel Paese cita tre episodi tre, due dei quali col razzismo c’entrano come la maionese in un bignè. Cioè nulla. Ma in fondo che ci volete fare: pur di disegnare un’Italia brutta, cattiva e razzista ormai fanno di tutto. Anche speculare sul suicidio di un povero ragazzo, favoleggiare sul movente razzista e ignorare le smentite dei genitori. Da brividi

    – per Marchisio facciamo tutti un po’ schifo, che è un modo più diretto di dire quello che pensa pure la Murgia sul razzismo. Che noia questo campione in versione tribuno dei vip, bello il giusto e progressista quanto basta, che su Seid ha pestato una grossa cacca. Caro Claudio, mi scusi: ora che è tutto più chiaro, non è che potrebbe pubblicare un post per fare un passettino indietro e riconoscere che il suicidio coi “discorsi stupidi e cinici sui gommoni” non c’entra una mazza?

    se ne è andato Guglielmo Epifani, politico e sindacalista. Che dire? Niente. Meglio limitarsi ad un rispettoso silenzio: giù il cappello di fronte alla morte. Anche a quella di Michele Merlo

    – la Gip che ha scarcerato i tre indagati del Mottarone non sarà più della partita. Rivela nicolaporro.it che è stata esonerata. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si piglia. Fatto sta che per una volta che un giudice non sposa le tesi dell’accusa (e la foga giustizialista dei media) alla fine le tolgono il fascicolo. Adios garantismo?

    – l’avevamo detto ieri: già è tanto se a sinistra non hanno proposto di sostituire l’inno di Mameli con Bella Ciao, ma solo di affiancarlo. Manco 24 ore e veniamo smentiti: Vauro lo adotterebbe come inno nazionale. Così ci tolgono pure l’unica cosa che unisce davvero gli italiani: il “poro-po, poro-po, poro-popopopopo” intonato prima delle partite della Nazionale


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