Conte stravolge il M5s: sì al partito vecchio stile. E già nascono le correnti

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  • Nel giorno del discorso di Giuseppe Conte all’assemblea dei parlamentari del M5s (ore 21.30, via Zoom), l’impressione è che si sia rotto qualcosa tra il fondatore e il rifondatore. L’ex premier è rimasto in silenzio anche durante l’ultima settimana, ma sono importanti gli strascichi lasciati dal blitz di Beppe Grillo sui due mandati. La sintonia tra il comico e l’avvocato sfuma venerdì. Quando Grillo spiazza tutti e mette una parola fine al dibattito sul doppio mandato. La regola non si tocca. Una mossa non concordata con nessuno, nemmeno con Conte. L’altra questione sul tavolo è quella dell’accordo con Rousseau. E qualcuno tra i Cinque Stelle ha cominciato a unire i puntini. Interpretando la piazzata di Grillo sui due mandati come un segnale di pace inviato a Davide Casaleggio. Conte invece vorrebbe liberarsi di ogni vincolo con il figlio del cofondatore. Ma Grillo non vuole problemi legali e più di qualcuno crede che abbia tentato un abboccamento usando il doppio mandato. Nel frattempo, secondo quanto appreso dall’Adnkronos, Rousseau ha consultato gli iscritti attraverso un’altra piattaforma. Nell’ambito del progetto sugli «ambasciatori della partecipazione», il team di Casaleggio ha chiesto ai partecipanti di indicare «fino a 10 persone» con cui lavorare insieme in futuro. Il sondaggio è stato effettuato tramite il sito Typeform, bypassando Rousseau.

    Conte è alle strette e i contenuti politici restano sullo sfondo. Quel che è sicuro è che il M5s cambierà pelle. Si va verso il modello dei Verdi tedeschi. Con una struttura «pesante» sul territorio, un segretario (Conte) e una segreteria. Addio meetup e partito liquido. Per accontentare tutti e virare verso un organigramma più classico, è allo studio la creazione di vere e proprie «commissioni di lavoro». Una segreteria divisa per settori, con un assetto non dissimile da quello degli alleati del Pd. Ancorati al perimetro del nuovo centrosinistra, ma comunque differenziati. In primis grazie a un approccio più pragmatico sull’immigrazione e con un programma fortemente improntato sull’ecologismo. Ed è già cominciata la guerra di posizione per occupare i posti nella segreteria politica di Conte. È da leggere in questo senso l’attivismo di vari parlamentari pronti a creare associazioni e think tank. Si istituzionalizza il meccanismo delle correnti per pretendere un ruolo al vertice della nuova struttura. Resta da capire quanti e quali big entreranno nel direttorio. Mentre i parlamentari confidano in un discorso chiarificatore di Conte su Rousseau e sui due mandati. Anche se la paura è che il leader incaricato faccia un intervento generico. Per sciogliere i nodi bisognerà attendere i giorni tra l’8 e il 10 di aprile. Fino ad allora ci sarà fibrillazione sulla regola dei due mandati. Al momento l’ipotesi di mediazione più accreditata vede una deroga per pochissimi «meritevoli». Con tanti dubbi. «Chi e come stabilisce i meritevoli? Si voteranno su Rousseau o su un’altra piattaforma, dato che non sappiamo che fare con Casaleggio?», si chiede un parlamentare. Sulla zuffa sui due mandati interviene Alessandro Di Battista. «Non è uno spettacolo edificante», dice. L’ex deputato commenta sui social anche un post di Grillo in cui si critica la politica estera del presidente Usa Joe Biden. «Condivido moltissimo questo scritto Beppe», risponde a Grillo.



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