Coronavirus, il diario 2.0 di un’italiana bloccata sulla Diamond Princess

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  • Roberta è bloccata all’interno della Diamond Princess, la nave in quarantena a Yokhoama a causa del nuovo coronavirus. La donna ha deciso di raccontare la sua esperienza in presa diretta affidandosi a Facebook

    Utilizzare Facebook per raccontare, giorno dopo giorno, la vita vissuta su una nave da crociera tenuta in quarantena dall’altra parte del mondo a causa dell’epidemia del nuovo coronavirus: è questa la trovata escogitata da Roberta, che ha deciso di raccontare la sua esperienza in presa diretta affidandosi al social network più famoso.

    Cerchiamo di fare ordine. La nave in quarantena è la Diamond Princess della Princess Cruises, gruppo Carnival. L’imbarcazione doveva trasportare i 3.711 passeggeri lungo le acque dei mari asiatici per una crociera da sogno. Tutto è stato vanificato dalla presenza a bordo di un ottantenne positivo al virus 2019-n-Cov, salito durante la tappa di Hong Kong.

    All’inizio si pensava che l’uomo fosse un caso isolato. Ben presto sono spuntati come funghi altri passeggeri positivi, tanto che le autorità giapponesi, lo scorso 4 febbraio, sono stati costretti a mettere in quarantena la Diamond Princess a Yokhoama fino al 14 febbraio. Questo significa che i passeggeri sono bloccati a bordo, tranne i contagiati, fatti sbarcare con la dovuta accortezza.

    Al momento i contagiati sono 136 ma il loro numero potrebbe presto aumentare. A bordo della nave ci sono anche 35 italiani, tutti negativi al coronavirus. Tra questi anche la citata Roberta, che utilizzando il nickname Allegra Viandante ha scelto di esplicare, passo dopo passo, quanto sta accadendo sulla Diamond Princess.

    Il racconto di un’italiana

    Ogni anima su questa nave è provvista di un termometro personale da usare e auto testarsi ogni 4 ore informando subito l’equipe medica, nel caso in cui la temperatura corporea superi i 37,5 gradi – racconta in un post Roberta, come sottolineato dal Corriere della SeraSi continua incessantemente a testare le persone, a oggi altri 336 campioni sono stati prelevati”.

    Gli sfoghi della donna sono affidati alla rete, visto che sulla nave c’è ben poco da fare a causa delle ferree misure di sicurezza sanitaria imposte per limitare il contagio del coronavirus.”Ho paura che la marea stia arrivando al suo picco – ha scritto anora Roberta – La speranza è che finalmente la parabola cominci a scendere e che i casi comincino a scemare fino ad azzerarsi. Anche questo, come per ogni dolore o avvenimento brutto deve fare il suo corso”.

    E ancora: “Come ho scritto ieri, altre 6 persone sono state messe in quarantena e trasportate nelle strutture giapponesi qualificate per essere curati. Il motivo per la quale ritorno sull’argomento è perché, purtroppo 5 di queste persone sono parte dell’equipaggio, che portano il numero delle infezioni al bordo della nave per un totale di 70 Tra questi cinque membri dell’equipaggio non ci sono italiani, 4 sono di nazionalità filippina, uno di nazionalità americana e uno di nazionalità ucraina. Il ministro della sanità giapponese ha annunciato che nessuno di loro ha mostrato sintomi evidenti e che pertanto non c’è nulla di cui preoccuparsi”.

    Roberta ha dato ampio spazio anche agli stati d’animo, non solo alla descrizione degli eventi. Si apprende per esempio che l’isolamento all’interno della cabina è pesante, una sorta di prigionia.

    Eppure le persone provano a non disperarsi: “Nella fatale sfortuna, mi sento davvero molto fortunata e mi auguro che il peggio sia passato e che il “picco” all’interno di questa nostra realtà sia stato raggiunto per andare a scemare piano piano spegnendo questo focolare indesiderato. Credo sia inevitabile , proprio come il flusso e il riflusso del mare e le maree, come è anche quando si affrontano le circostanze della vita”.