Coronavirus, Italia prima in Europa con 51 contagi accertati, supera anche gli Usa. Samsung chiude fabbrica in Corea del Sud

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  • Con i 51 casi accertati in Lombardia e Veneto, l’Italia è il paese europeo con il maggior numero di persone infette da Coronavirus Sars-Cov-2. È quanto conferma Walter Ricciardi, membro del Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione mondiale della Sanità, spiegando che nel nostro Paese si registrano oltre 50 casi di contagi secondari (in persone non provenienti da aree a rischio) e due decessi, ma il numero delle infezioni continua a crescere. Fino a venerdì 21 febbraio, quando è esplosa l’epidemia nel nostro Paese, era la Germania a detenere il record di infetti in Europa con 16 casi confermati, seguita poi dalla Francia – dove si è verificato il primo decesso del Vecchio Continente – con 12, dalla Gran Bretagnacon 9, la Spagna con 2 e il Belgio con 1 solo caso registrato. In Montenegroinvece, si attendono in risultati dei test condotti su 29 persone poste sotto osservazione per la sospetta presenza del coronavirus.

    Gli altri casi nel mondo – L’Italia supera anche gli Stati Uniti che, con 32 casi accertati, erano fino ad ora il Paese occidentale con il maggior numero di casi accertati. Intanto nel mondo è salito a 2.360 il numero delle persone che sono morte dopo aver contratto il coronavirus. Al di fuori della Cina, al momento ci sono 1200 casi in 26 Paesi. Nella Repubblica Popolare cinese, le vittime sono state 2.345, tra cui 2.250 nell’epicentro di Hubei ma la Commissione sanitaria cinese fa sapere che continua a calare il numero dei nuovi contagi. Come riferisce la Commissione sanitaria cinese, in Cina sono stati registrati ieri 109 nuovi decessi a causa dell’epidemia, 106 solo nella provincia di Hubei. Fuori dalla Cina, quattro decessi sono stati confermati in Iran, tre in Giappone, due a Hong Kong e altrettanti in Corea del Sud. Uno, ciascuno, a Taiwan, nelle Filippine e in Francia. I casi di contagio confermati dalle autorità cinesi hanno registrato un aumento di 397 persone, raggiungendo così i 76.288. In Iran un sindaco del tredicesimo distretto di Teheran, Morteza Rahmanzadeh, è risultato positivo al test diagnostico effettuato per verificare il contagio da coronavirus dopo la presenza dei sintomi. Le autorità iraniane hanno confermato che 28 persone sono risultate positive al coronavirus e quattro sono morte a causa dell’infezione.

    “Esiste un caso confermato nel continente africano, in Egitto. Diversi paesi africani hanno testato casi sospetti di Covid19 , ma per fortuna sono stati trovati negativi”, ha fatto sapere Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, a un meeting d’emergenza con i ministri della Sanità africani. Una donna canadese di 30 anni è risultata positiva al test diagnostico per il coronavirus condotto a Ottawa dopo essere rientrata da un viaggio in Iran. Lo ha detto la titolare della Sanità pubblica canadese, Theresa Tam, esprimendo preoccupazione e affermando che “qualsiasi legame importante con l’Iran potrebbe essere un indicatore di una più ampia trasmissione” del virus ”rispetto a quella che pensavamo finora”.

    “Possibile incubazione fino a 27 giorni” – L’incubazione del coronavirus potrebbe durare 27 giorni, e non solo 24: è la nuova ipotesi delle autorità sanitarie cinesi che operano nella provincia dell’Hubei, epicentro dell’epidemia, dopo il caso di un uomo di 70 anni che ha sviluppato i sintomi solo il 19 febbraio. Il paziente aveva avuto un incontro con la sorella il 25 gennaio e la conferma del contagio della donna era arrivata poco dopo questa data.

    Samsung chiude fabbrica in Corea del Sud – La Samsung Electronics ha annunciato la chiusura di una sua fabbrica per la produzione di smartphone in Corea del sud, nella città orientale di Gumi, dopo che un impiegato è risultato positivo al coronavirus. L’impianto resterà chiuso fino a lunedì mattina, mentre il settore dove lavora l’impiegato che ha contratto il virus fino al 25 febbraio, ha spiegato la Samsung in una nota. “Il 22 febbraio un dipendente del Gumi Complex di Samsung Electronics è risultato positivo per il nuovo coronavirus (COvid-19)”, ha affermato Samsung. “La società prevede di mettere in atto immediatamente tutte le misure necessarie per la disinfezione e il contenimento” dell’infezione, ha aggiunto. La società ha anche identificato i colleghi che sono entrati in contatto con il dipendente infetto e ha adottato misure per metterli in isolamento ed eseguire i test necessari.

    Le accuse di disinformazione – Gli Stati Uniti accusano la Russia di essere dietro a una massiccia campagna di disinformazione sul coronavirus. Lo afferma un funzionario americano all’agenzia France Presse. Secondo il Global Timesinvece, la propaganda cinese cerca di contagiare i media con la notizia, priva di qualsiasi fondamento, che non siano post su un social locale o ipotesi non confermate di altri media, di una origine americana dell’influenza da coronavirus. Alla base di quanto pubblicato oggi dal giornale in lingua inglese che fa capo al Quotidiano del Popolo, c’è un post pubblicato su Sina Weibo (il tweet cinese) che cita i Giochi mondiali militari che si sono tenuti a Wuhan lo scorso ottobre e a cui hanno partecipato anche americani. Post di questo genere sono diventati virali in Cina, assicura il Global Times dando spazio alla fantasia che genera la “paura che il nuovo coronavirus abbia avuto origine negli Stati Uniti”. A conclusione dell’articolo tuttavia il monito di Shen Yi, professore di relazioni internazionali alla Fudan University: “i sintomi e la capacità di contagio del COVID-19 sono evidenti a tutti. E’ impossibile nascondere le origini della malattia”, ha dichiarato l’esperto, sollecitando media e utenti dei social a basare le loro opinioni sui fatti. Monito che il Global Times è il primo a non accogliere, citando il servizio di una televisione giapponese, la Asahi Tv, in cui si citano le migliaia di vittime di influenza ordinaria negli Stati Uniti (come in molti altri paesi) e il “sospetto” che alcune di queste possano avere contratto, senza saperlo, il coronavirus.

    L’allarme dell’Oms – Anche l’Organizzazione mondiale della sanità e la Cina stanno abbandonando i toni rassicuranti, lasciando spazio ai timori che la diffusione del coronavirus Covid19 si possa trasformare in epidemia mondiale. Il tempo per fermarla “sta per scadere”, ha avvertito il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Anche se il numero totale di contagi di covid19 fuori dalla Cina rimane relativamente basso, siamo preoccupati per il numero di casi senza un chiaro legame epidemiologico, come viaggi in Cina o contatti con un caso confermato”, ha rimarcato Ghebreyesus. Il Fatto Quotidiano