“Così curerò Milano. A Sala darò un Maalox”

  • Le proposte di Reggini Auto

  • Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli e candidato sindaco del centrodestra a Milano. Quanto è dimagrito in campagna elettorale?

    «Dieci chili, ho macinato 6mila chilometri e fatto una dieta, mi ha fatto bene (anche se venerdì ha la schiena bloccata ed è costretto a un pit stop, ndr.)».

    Le ha procurato anche stress, si aspettava tanti colpi bassi?

    «Quando ero solo nel mondo della medicina e della scienza tutti i giornali venivano a incontrarmi perché raccontassi quello che avevo costruito negli ultimi 25 anni. Al Policlinico siamo stati i primi in Italia a occuparci di bullismo e cyberbullismo, è diventato un centro di coordinamento nazionale, un modello. E sono stato per 3 anni consulente per l’Anac».

    E da quando è candidato?

    «Non mi immaginavo una simile campagna del fango, mi è dispiaciuto molto, non sono un politico ma un uomo della società civile, con pregi e difetti, chiedevo di misurarmi sulle proposte».

    Il sindaco uscente Beppe Sala ha chiesto di votarlo perché è incorruttibile.

    «E non può prendersi l’imprimatur, da quando ho i pantaloni corti e da medico e manager sono sempre stato onesto e incorruttibile. Ai miei assessori chiederò di firmare un Patto di integrità».

    Sempre Sala marca l’indipendenza dai partiti, insinua che lei dovrebbe rispondere ai leader?

    «Io ho l’indipendenza dell’uomo della società civile che fa la sintesi di sei partiti da cui mi sono sentito supportato e abbiamo già un programma preciso e una visione condivisa. Faccio un esempio? Diremo sì al nuovo di San Siro e con 80 milioni di oneri riqualificheremo il quartiere. Non credo che Sala abbia questa grande indipendenza, da due anni è tutto bloccato per i veti della sinistra ambientalista. Continua a ripetere che è libero rispetto ai partiti? Vuol dire che il Pd che lo sostiene non ha un candidato a Milano? Sono felici di queste uscite?».

    Le sue priorità da sindaco?

    «Abbattimento delle 3.300 barriere architettoniche. Sicurezza, con mille vigili in più sulle strade e chiederò al governo militari non perché voglio blindare la città ma prevenire reati. Ricostruzione delle case popolari più degradate anche con l’aiuto dei privati, non ne ho paura. Meno tasse per commercianti, negozi e alloggi sfitti. Per il top manager Sala è impossibile? Sarò meno top ma ho la soluzione. Istituirò l’assessorato all’Attrattività, per supportare le imprese e chi vuole investire dall’estero. E spariranno certe piste ciclabili disegnate nottetempo per inseguire l’ideologia green, vanno fatte con un piano sensato, quella vicino al mio ospedale blocca pure le ambulanze».

    Giuseppe Conte dice che in caso di ballottaggio dialogherà con il centrosinistra. Avete mai aperto la porta?

    «Figuriamoci. Conte si apparenterà con Sala e i 5 Stelle rischiano di essere un grande ostacolo per le imprese, è il Movimento del no, si è visto nei Comuni dove ha governato».

    Come finirà domani?

    «Guardo i fatti, girando per i quartieri ho sentito delusione e voglia di cambiamento. L’appello di Sala al voto disgiunto è un indizio di debolezza, non l’avrei mai fatto. Da medico, con un sorriso, gli consiglierei un antireflusso…».


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