Covid e spettacolo, nelle città Bari meglio di Roma

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  • – La città metropolitana di Bari meglio di Roma, Napoli, Torino. Sul mondo dello spettacolo e dello sport il disastro causato dalle chiusure imposte dalla pandemia Covid sembra aver colpito l’Italia un po’ a macchia di leopardo.
        Con una parte del Sud che anzi sembra aver contenuto i danni del crash meglio rispetto ad altre realtà del centro e del nord del Paese. E’ una delle letture che emergono dai dati raccolti dalla Siae per il suo annuario 2021, rispetto in particolare alla fotografia di quanto è successo nelle 14 città metropolitane.
        Certo si tratta di piccole differenze, di pochi punti percentuali nell’ambito di un disastro più o meno comune a tutte le città esaminate, ma è comunque un risultato significativo se si pensa soprattutto che in Puglia i prezzi degli spettacoli tra il 2019, ovvero l’anno pre pandemia, e il 2021 i prezzi non sono praticamente aumentati, mentre in altre realtà – nella città metropolitana di Milano ad esempio – alcune voci, in questo caso il teatro, hanno fatto registrare un rialzo significativo.
        In tutto le 14 città metropolitane d’Italia raccolgono 21 milioni 329.972 abitanti che corrispondono al 36,2% della popolazione con un totale di 1.268 comuni (in tutta Italia i comuni sono 7.904). Si tratta di una porzione particolarmente significativa della popolazione italiana, tanto è vero che nel 2019 in queste 14 città metropolitane si è svolto il 41.3% degli eventi nazionali. Nel 2021, anno ancora assai flagellato dalle chiusure, quella percentuale generale è rimasta quasi la stessa, anzi è cresciuta un po’ arrivando a toccare il 43%. Ma scendendo nel particolare ci sono città che hanno retto meglio di altre.
        E’ così per Bari, appunto, dove si è registrata una diminuzione dei locali aperti del 51.6% e gli eventi sono diminuiti del 53.6%, a fronte di Roma, per esempio, che ha perso il 53.7 % dei locali e il 60.3% degli eventi. A Palermo e soprattutto a Messina è andata peggio (rispettivamente – 62.5% e – 60.9% per Palermo e – 55.1% e – 73.3% per Messina) ma anche Milano, che pure ha contenuto il danno (- 43.4% i locali – 55.7% gli spettacoli) ha visto però almeno per alcuni settori un aumento del costo dei biglietti (qui nel 2019 il prezzo medio per assistere a uno spettacolo teatrale era di 29,27 euro, nel 2021 è salito a 35,66 euro; così come un biglietto per un’attività sportiva costava in media 27,92 euro nel 2019 e 37,56 euro nel 2021).
        C’è da dire che l’introito medio per locale nell’area metropolitana di Milano è in generale molto più alto rispetto alla media nazionale ed è rimasto tale anche negli anni della pandemia. In particolare nel 2019 era di 113.379,36 € rispetto ad una media nazionale di 29.344,87 € diventate nel 2021 59.927,27 € contro una media nazionale di 17.010,13 €. Niente a che vedere con l’introito medio di un locale dell’area metropolitana di Bari, che era di 24.905,20 € nel 2019, sempre a fronte di una media nazionale di 29.344,87 euro, e di 14.100,76 € nel 2021 rispetto ad una media nazionale di 17.010,13 €.
        Guardando alle altre città, è andata “bene” a Bologna, con un -36,6% di locali aperti e -53,8% di eventi, seguita da Genova con -42,9% locali aperti e -54,1% eventi. Benino a Firenze con -36,6% locali aperti e -59,4% eventi, e anche a Reggio Calabria dove, a fronte di una perdita del -56,7% di locali aperti gli eventi sono diminuiti del -59,6%. Perdite di eventi sopra al 60 per cento si sono registrate invece a Roma, appunto, e poi a Catania (-61,6%) Cagliari (-61,9%) Venezia (-62,0%) e Torino (-62,1%). Fanalino di coda è Messina dove gli eventi, tra il 2019 ed il 2021 sono scesi del 73,3%. (ANSA).
       


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