Covid svuota Venezia, San Marco è spettrale

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  • (ANSA) – VENEZIA, 13 GEN – E’ un meraviglioso set a luci
    spente Piazza San Marco. Vuota e immersa nel silenzio, tranne
    l’eco di qualche passo sui masegni, o lo stridio dei gabbiani.
        L’emergenza Covid ha trasformato in deserto l’area marciana,
    dopo che la città aveva già cambiato volto con l’alta marea
    record del 12 novembre. Prima lo shock e i danni della
    mareggiata. Poi lo stop imposto dal virus, le restrizioni che
    l’hanno resa ‘irraggiungibile’. Nessun brusio delle comitive di
    turisti, sempre meno persone, meno rumori. Una Venezia quasi
    spettrale in Piazza San Marco, che solo un paio di mesi fa
    ospitava le riprese di ‘Mission Impossible 7’, con Tom Cruise.
        Le luminarie natalizie sono ancora appese, ma le serrande dei
    negozi sotto le Procuratie Vecchie sono tutte abbassate; solo
    qualche gioielleria resiste sotto le Nuove. File di negozi bui,
    le sedie accatastate all’interno, molte vetrine con il cartello “affittasi”. C’è chi ha chiuso per sempre: come la Pelletteria
    artistica Pagan, 101 anni di attività, o il negozio Venini in
    piazzetta dei Leoncini. “Tanti negozi storici, soprattutto qui
    in Piazza San Marco, hanno chiuso e non riapriranno più – spiega
    Alberto Nardi, uno dei gioiellieri sotto le Procuratie Nuove –
    E’ un impoverimento perché le attività storiche, come altri
    patrimoni artistici, sono un bene della città. Veder chiudere
    negozi che erano qui da 50 anni non lascia indifferenti; penso
    si debba assolutamente pensare a dei ristori più concreti”. “La
    città ha sviluppato una forma economica legata solamente al
    turismo di massa. E’ stato un grande errore – aggiunge Nardi –
    Andrebbe pensato un nuovo modello, che non sia solo un
    palcoscenico dove, uso un paradosso, si paga un biglietto per
    entrare al mattino ed uscire alla sera. Una città come Venezia
    non può vivere solo di questo”. (ANSA).
       


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