Si inasprisce ulteriormente lo scontro a distanza tra Washington e la Repubblica Islamica, con ripercussioni che minacciano di coinvolgere l’economia globale. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha comunicato attraverso la piattaforma Truth Social una nuova misura punitiva: l’imposizione immediata di dazi pari al 25% su tutte le attività commerciali verso gli Usa per qualsiasi nazione che intrattenga rapporti d’affari con l’Iran. Nel suo messaggio, l’inquilino della Casa Bianca ha definito l’ordine come definitivo e vincolante.
Parallelamente alla stretta economica, il Dipartimento di Stato americano e l’Ambasciata virtuale a Teheran hanno diffuso nella giornata di ieri, lunedì 12 gennaio, un avviso di massima urgenza rivolto ai propri cittadini. L’indicazione è quella di abbandonare immediatamente il territorio iraniano. La decisione scaturisce dall’intensificarsi delle proteste antigovernative, giunte ormai alla terza settimana, e dal clima di violenza diffusa che sta caratterizzando il Paese, stando a quanto riferito da diverse organizzazioni umanitarie che contano centinaia di vittime e migliaia di arresti.
Sul fronte interno, il regime di Teheran ha fornito la propria versione riguardo al blackout digitale imposto dallo scorso 8 gennaio. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, intervenendo ai microfoni di Al Jazeera, ha sostenuto che l’interruzione della rete internet è stata una risposta necessaria a quelle che ha definito operazioni terroristiche eterodirette. Secondo il capo della diplomazia iraniana, le autorità stavano dialogando con i manifestanti su istanze di natura economica, ma il blocco si sarebbe reso indispensabile quando si è compreso che gli ordini per fomentare i disordini provenivano dall’estero.
Nelle ultime ore si registra comunque un parziale ripristino delle comunicazioni. I media internazionali hanno constatato la riattivazione delle linee telefoniche verso l’estero, che risultavano isolate dallo scorso venerdì. Permane invece, secondo i dati dell’osservatorio Netblocks, il blocco sostanziale dell’accesso a internet.












