Un’operazione a tutela della sicurezza alimentare ha portato alla chiusura provvisoria di un’attività di ristorazione situata ad Acqualagna. L’intervento è stato condotto nei giorni scorsi dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Ancona, supportati dai colleghi dell’Ispettorato del Lavoro di Pesaro, i quali hanno riscontrato pesanti irregolarità sanitarie e rinvenuto merce di origine ignota.
Durante l’ispezione, le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro un totale di sessanta chilogrammi di prodotti. Nello specifico, i controlli hanno portato alla luce quaranta chili di carni miste tra cinghiale, coniglio e agnello, ai quali si aggiungevano venti chili di preparati. L’intero lotto è risultato sprovvisto delle etichettature necessarie a certificarne la provenienza, in netta violazione con le direttive europee che impongono la rigorosa tracciabilità della filiera.
Le verifiche hanno inoltre permesso di scoprire un deposito abusivo utilizzato per conservare il cibo. Si trattava di un capanno in legno posizionato nell’area verde adiacente all’edificio, del tutto sprovvisto di permessi sanitari, al cui interno era collocato un congelatore a pozzetto con una parte degli alimenti requisiti. A completare il quadro, i verbali delle autorità hanno certificato uno stato di profondo degrado generale dei locali e degli strumenti da cucina, caratterizzati da evidenti accumuli di unto e sporcizia.












