Si è concluso con una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione il processo con rito abbreviato a carico di un cittadino di origine svizzera di 54 anni, protagonista di una violenta aggressione ai danni delle forze dell’ordine avvenuta a Riccione lo scorso 16 marzo. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini, Alessandro Capodimonte, ha stabilito la pena nei confronti dell’uomo, chiamato a rispondere di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, oltre alle minacce indirizzate ai militari intervenuti.
I fatti risalgono a metà marzo, quando i Carabinieri erano giunti presso un’abitazione riccionese a causa di un acceso diverbio domestico. In quel contesto, il cinquantaquattrenne, che si trovava in evidente stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol, aveva occultato sotto la propria felpa un’arma da taglio con una lama di 24 centimetri. Alla presenza dei militari, l’uomo aveva provato ad sferrare un fendente contro uno degli operatori, il quale era tuttavia riuscito a bloccare l’attacco tempestivamente. Durante la successiva colluttazione per neutralizzare l’aggressore, anche la moglie del cinquantaquattrenne era intervenuta per prestare ausilio ai Carabinieri nel disarmarlo, consentendone l’arresto.
Oltre alla pena detentiva, la sentenza emessa dal gup ha previsto il pagamento delle spese processuali e il risarcimento del danno, quantificato in duemila euro, a favore del carabiniere preso di mira, il quale si era costituito parte civile nell’ambito del procedimento insieme al collega di pattuglia. L’esito processuale si scosta leggermente dalle richieste della Procura, con il pubblico ministero che aveva sollecitato una pena di quattro anni, mentre la difesa dell’imputato, curata dagli avvocati Davide Veschi e Filippo Maria Airaudo, aveva avanzato la richiesta di riqualificare l’addebito contestato nel reato di tentate lesioni.









