Un caso di intossicazione alimentare ha fatto scattare l’allarme sanitario a Cesena, portando al ricovero di una persona presso il locale Pronto Soccorso dopo il consumo di lupini. L’episodio ha attivato immediatamente le procedure di sicurezza nazionale, culminate con un provvedimento d’urgenza emanato dal Ministero della Salute. Al centro della vicenda ci sono i lupini secchi commercializzati sotto il marchio “Cibòn”, finiti nel mirino delle autorità sanitarie per una pericolosa contaminazione che mette a rischio la salute dei consumatori.
Il Ministero ha disposto il ritiro immediato del prodotto dagli scaffali a causa di un accertato “rischio chimico”. Nello specifico, le analisi hanno rilevato una concentrazione anomala di alcaloidi chinolizidinici, sostanze naturali presenti in alcune piante che, se non correttamente eliminate attraverso i processi di lavorazione, possono risultare tossiche per l’organismo umano. La produzione del lotto incriminato è riconducibile a uno stabilimento situato nella provincia di Ravenna, dove sono in corso gli accertamenti per verificare eventuali falle nella catena di trattamento del legume.
L’intervento dei sanitari cesenati e la successiva segnalazione ministeriale sottolineano la pericolosità legata a questo tipo di contaminazione, che richiede massima attenzione da parte di chiunque abbia acquistato il prodotto recentemente. Il blocco della vendita mira a prevenire ulteriori casi di avvelenamento, garantendo che le confezioni ancora in circolazione vengano rimosse dal mercato nel minor tempo possibile.
In attesa di ulteriori sviluppi sulla vicenda, le autorità raccomandano a chi fosse in possesso di lupini a marchio “Cibòn” di non consumarli e di restituirli al punto vendita d’acquisto. Il monitoraggio sulle reti distributive locali e nazionali resta altissimo per scongiurare altri ingressi in ospedale legati a questa partita di merce proveniente dal ravennate.











