Si chiude oggi, giovedì 5 febbraio 2026, il primo capitolo giudiziario di una vicenda che nell’estate del 2023 sollevò un polverone mediatico nazionale, attirando persino l’attenzione del segretario della Lega, Matteo Salvini. Il tribunale ha emesso la sentenza di primo grado per il secondo dei due ventitreenni milanesi di seconda generazione che, nel luglio di tre anni fa, organizzarono una messinscena per ottenere un passaggio gratuito da Coriano a Riccione a bordo di un mezzo di soccorso. I due amici avevano orchestrato un vero e proprio teatrino: uno aveva simulato un improvviso malessere, mentre l’altro si era occupato di contattare il 118 sollecitando l’invio immediato di un’ambulanza, utilizzata di fatto come un taxi per raggiungere la località balneare.
Il percorso processuale dei due protagonisti ha preso strade differenti. Il giovane che aveva finto il malore era già uscito di scena precedentemente, avendo concordato un patteggiamento a 4 mesi e 10 giorni di reclusione. La decisione odierna riguarda invece il complice, ovvero colui che effettuò materialmente la chiamata ai soccorsi. Quest’ultimo, assistito dal legale Stefania Lisi, è stato condannato a 5 mesi di reclusione. Per entrambi i ragazzi, essendo incensurati, il giudice ha disposto il beneficio della sospensione condizionale della pena.
I dettagli della sentenza specificano inoltre che il ventitreenne condannato oggi non ha potuto accedere a riti alternativi a causa della sua irreperibilità durante le fasi precedenti. Oltre alla pena detentiva sospesa, il giovane dovrà farsi carico del risarcimento dei danni nei confronti dell’Ausl, che ha preso parte al processo come parte civile; la cifra stabilita ammonta a 1.500 euro, a cui si aggiunge il pagamento delle spese legali sostenute. Con questa condanna si mette un punto fermo su un episodio di abuso dei servizi di emergenza che aveva suscitato profonda indignazione pubblica.











