Cronaca. Assalto al portavalori di Riccione: tre uomini a processo per il colpo del falso furgone postale

Si apre una nuova fase giudiziaria per uno degli episodi di cronaca nera più eclatanti avvenuti in Romagna negli ultimi anni. Sul banco degli imputati compaiono oggi, martedì 20 gennaio 2026, tre uomini originari di San Severo, nel foggiano, rispettivamente di 45, 44 e 52 anni. Sono accusati di aver fatto parte del commando armato che la mattina del 23 febbraio 2021 mise a segno una rapina dai tratti cinematografici ai danni di un furgone portavalori in viale Corridoni, a Riccione. I tre imputati sono assistiti dai legali Giuliano Renzi del Foro di Rimini e Luigi Marinelli del Foro di Foggia.

La ricostruzione dei fatti ci riporta a quel martedì di quasi cinque anni fa, quando un gruppo composto da almeno cinque persone entrò in azione intorno alle 9:00 davanti all’ufficio postale cittadino. Per non destare sospetti, i malviventi avevano utilizzato un escamotage ingegnoso: un Fiat Fiorino esteticamente identico a quelli della flotta ufficiale di Poste Italiane, con tanto di logo aziendale contraffatto applicato sulla fiancata. Nascosti all’interno del mezzo, parcheggiato strategicamente nei pressi dell’ingresso secondario, i rapinatori attesero l’arrivo dei vigilantes incaricati della consegna dei contanti.

L’assalto scattò con estrema violenza nel momento in cui le guardie giurate scesero dal veicolo blindato con i sacchi di denaro. I portelloni del Fiorino si spalancarono e la banda, armata di fucili automatici, minacciò il personale di scorta. Durante le fasi concitate della rapina, uno degli assalitori tentò persino di sottrarre la pistola d’ordinanza a una delle guardie. Una volta preso possesso del bottino, il gruppo riuscì a dileguarsi a bordo di un’utilitaria, sfruttando una fitta nebbia che in quel momento avvolgeva la zona e che rese particolarmente difficili le ricerche immediate scattate subito dopo l’allarme dei Carabinieri.

La svolta nell’inchiesta è arrivata grazie a un’indagine meticolosa condotta dai militari dell’Arma, che hanno analizzato minuziosamente i filmati dei sistemi di videosorveglianza. Incrociando i dati e ricostruendo i flussi di spostamento del commando prima e dopo il colpo, gli inquirenti sono riusciti a risalire all’identità di tre dei presunti responsabili foggiani. Quello che oggi prosegue in tribunale è il capitolo finale di una vicenda che trasformò il centro di Riccione in uno scenario da far west, mettendo fine alla lunga fuga dei sospettati identificati grazie alle tecnologie di sorveglianza urbana.