Un’ordinanza del Tribunale di Roma, risalente allo scorso 6 febbraio, ha portato alla luce un capitolo inedito e sorprendente della vita privata di Raffaella Carrà. Secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera nella sua edizione online, la leggendaria artista originaria di Bellaria Igea Marina aveva un figlio adottivo segreto: Gian Luca Pelloni Bulzoni. L’uomo, cinquantunenne nato a Ferrara nel 1964 ma da tempo residente nella Capitale, risulterebbe essere l’erede legittimo dell’intero patrimonio della “Regina della televisione italiana”, comprensivo dei diritti d’autore e d’immagine legati alla sua vastissima produzione artistica.
Il legame tra i due, sebbene rimasto lontano dai riflettori per decenni a causa della nota riservatezza della Carrà — scomparsa il 5 luglio 2021 — affondava le radici in un rapporto professionale e affettivo profondissimo. Pelloni Bulzoni, oggi titolare della casa editrice «Arcoiris edizioni musicali», è stato per lungo tempo il segretario personale e il manager della showgirl, figurando stabilmente nella ristrettissima cerchia delle persone a lei più care. La scelta di procedere con l’adozione conferma l’esistenza di un legame speciale che l’artista aveva scelto di tutelare con il massimo riserbo fino alla fine.
La scoperta di questo dettaglio fondamentale della biografia della Carrà è avvenuta in modo del tutto fortuito, emergendo dalle pieghe di una battaglia legale internazionale. La notizia è infatti scaturita da un contenzioso giudiziario intrapreso proprio da Pelloni Bulzoni contro una società spagnola in merito al musical teatrale «Ballo ballo». L’erede ha richiesto formalmente l’inibitoria per la realizzazione, la distribuzione e la pubblicità dell’opera, lamentando la mancanza del proprio consenso necessario per procedere con la rappresentazione del progetto.
Questa rivelazione rimescola le carte sulla gestione postuma dell’eredità di una delle icone più amate della cultura pop mondiale. Se finora la gestione del lascito di Raffaella Carrà era rimasta avvolta nel mistero o frammentata tra i collaboratori storici, la figura di Gian Luca Pelloni Bulzoni si staglia ora come il custode unico e ufficiale della memoria e dei beni della “Raffa nazionale”, segnando un punto di svolta definitivo nella storia legata alla sua successione.











