Cronaca. Bologna, caos all’università: tredici denunce per aggressione

Le indagini della Digos hanno portato al deferimento in stato di libertà di tredici individui, finiti sotto la lente dell’Autorità Giudiziaria a seguito dei disordini scoppiati all’interno degli spazi del plesso Belmeloro. I reati contestati a vario titolo spaziano dalla violenza privata alle percosse, fino alle lesioni personali. I fatti al centro dell’inchiesta risalgono alla serata dello scorso 11 marzo.

L’escalation di tensione si è innescata poco prima di un incontro pubblico organizzato dal movimento Azione Universitaria. L’evento, dedicato all’approfondimento delle tematiche legate al prossimo appuntamento referendario, prevedeva la partecipazione di diversi docenti. Le forze dell’ordine, tuttavia, avevano già intercettato i preparativi di una mobilitazione parallela orchestrata dal Collettivo Universitario Autonomo (Cua), strutturata con l’intento di ostacolare il regolare svolgimento dell’assemblea.

Constatata la massiccia presenza degli attivisti del collettivo e verificata l’impossibilità di garantire un clima sereno, i promotori hanno scelto di annullare il dibattito. La rinuncia non è però bastata a placare gli animi. Diversi studenti, giunti in facoltà come semplici spettatori dell’evento, sono stati costretti ad abbandonare l’edificio in modo brusco, accompagnati verso l’uscita al ritmo di cori ostili e accuse di fascismo.

In questo clima intimidatorio si è consumata un’aggressione fisica ai danni di uno dei ragazzi allontanati. Il giovane è stato prima spintonato e percosso per obbligarlo a uscire dall’Ateneo, per poi essere colpito in pieno volto da un pugno. Per lui è stato necessario l’intervento dei sanitari del pronto soccorso, che hanno refertato ferite giudicate guaribili in quindici giorni.

Il meticoloso lavoro di ricostruzione portato avanti dagli agenti ha permesso di stringere il cerchio attorno ai presunti responsabili dei disordini. Le posizioni dei tredici soggetti identificati e denunciati sono adesso al vaglio della magistratura bolognese.