Cronaca. Bologna, cortei pro-Palestina: raffica di denunce per oltre cento attivisti

L’eco delle proteste pro-Palestina che hanno scosso Bologna tra settembre e dicembre 2025 arriva oggi nelle aule di tribunale. Al termine di mesi di indagini condotte dalla Digos, la Procura bolognese sta notificando in questi giorni oltre cento avvisi di elezione di domicilio, l’atto che precede la contestazione formale dei reati, a carico di altrettanti attivisti e manifestanti.

Nel mirino degli inquirenti, secondo quanto riportato dal Corriere di Bologna, sono finite diverse mobilitazioni, caratterizzate in alcuni casi da forti tensioni. Tra gli episodi oggetto di indagine figurano le proteste non autorizzate nell’area della stazione centrale, il blocco della tangenziale avvenuto a ottobre, che sfociò anche in scontri con le forze dell’ordine, e le manifestazioni di contestazione organizzate in occasione delle partite di Eurolega della Virtus Bologna contro le squadre israeliane del Maccabi e dell’Hapoel.

Secondo quanto emerso, le persone identificate appartengono a diverse aree dell’attivismo bolognese, includendo membri di centri sociali, collettivi, il movimento dei Giovani Palestinesi e l’area anarchica. Le accuse formulate a vario titolo dalla Procura sono pesanti e comprendono il nuovo reato di blocco stradale, danneggiamento, manifestazione non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti pericolosi e travisamento.

Queste notifiche si aggiungono agli arresti già effettuati nei mesi scorsi durante le stesse mobilitazioni e segnano un passaggio cruciale, con le proteste di piazza che ora si trasferiscono formalmente sul piano giudiziario.