Nuovi sviluppi emergono nelle indagini relative alla morte di Alessandro Ambrosio, il giovane capotreno bolognese ucciso all’inizio della settimana. Gli inquirenti avrebbero individuato quella che si presume essere l’arma del delitto: un coltello è stato infatti rinvenuto lungo il tragitto che, secondo le ipotesi investigative, sarebbe stato coperto dal presunto responsabile subito dopo l’aggressione.
Il ritrovamento è avvenuto nella giornata di ieri, giovedì 8 gennaio, durante un ulteriore e approfondito sopralluogo effettuato dagli agenti della Squadra Mobile. L’area setacciata comprende la zona in cui si è consumata la tragedia e le vie limitrofe. L’oggetto è stato localizzato in un punto compatibile con gli spostamenti attribuiti a Marin Jelenic, il cittadino croato attualmente indiziato per l’omicidio.
I fatti risalgono al 5 gennaio scorso, quando Ambrosio è stato colpito a morte nel passaggio pedonale che unisce il piazzale ovest della stazione ferroviaria al parcheggio destinato ai dipendenti. Stando alle prime ricostruzioni della dinamica, dopo aver sferrato il fendente fatale, l’aggressore avrebbe cercato un rifugio temporaneo poco distante dal luogo del crimine, abbandonando l’arma lungo il percorso.
Mentre proseguono gli accertamenti tecnici sul reperto per confermarne il legame con il delitto, l’attenzione si sposta anche sul fronte procedurale. Jelenic, che era stato fermato a Brescia il giorno dell’Epifania, deve affrontare oggi l’udienza di convalida del fermo proprio nella città lombarda, competente per il luogo in cui è avvenuto il rintraccio dell’indagato.












